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2×1000. Come aumentare le donazioni.

2×1000. Come aumentare le donazioni.

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Il due per mille è la meno conosciuta fra le imposte ma non per certo la meno importante.

Che cos’è il due per mille?

E’ la quota che i contribuenti possono, devolvere a partiti politici ed associazioni culturali (Ad oggi non ci sono fonti certe se il 2×1000 alla cultura è stato eliminato).

Noi di Hope crediamo che il 2×1000 sia molto importante soprattutto per le piccole realtà territoriali culturali e politiche.
Perché consideriamo così importante il 2×1000?
Per due semplici ragioni:
1) Minore concorrenza
2) Possibilità di scalare negli anni successivi.

Il punto uno è presto detto, competere con le grandi realtà per quanto riguarda la raccolta fondi del 5×1000 è molto complesso a meno che non si crei una strategia di comunicazione perfetta.
Se sei interessato a creare una strategia di raccolta fondi efficace abbiamo creato una guida definitiva gratuita di oltre 10 mila parole ed un ebook gratuito di oltre 30 pagine, puoi trovarlo qui.

Il punto due invece fa riferimento alla possibilità di raccogliere meno fondi rispetto al cinque/otto per mille ma avere abbastanza fondi per creare qualcosa di importante che vi faccia conoscere ed avere sempre più donatori negli anni successivi.

Non essendoci grandi “competitors” bisogna prendere sotto gamba il 2×1000?

Assolutamente no, per un semplice motivo, anche se non ci saranno a competere le “grandi fondazioni” vi saranno comunque le associazioni piccole e grandi, sia culturali che politiche, che lavorano benissimo non solo su scala territoriale ma anche su scala nazionale ed internazionale.
Per impostare una corretta raccolta fondi del due per mille bisogna porsi una domanda:

Perché le persone dovrebbero donare proprio a noi e non ai nostri competitors?

Sembra una domanda molto banale, ma non lo è affatto, quando si vive in un determinato contesto culturale, sia politico che sociale si darà sempre per scontato che le persone conoscano il mondo del no profit, la causa per cui state combattendo e l’importanza del vostro lavoro.
Purtroppo o per fortuna la dura realtà è che ogni no profit, deve capire che le persone, soprattutto a causa di una cattiva mentalità del terzo settore riguardo tematiche come il mondo della comunicazione e del marketing, non hanno assolutamente idea di cosa sia il sociale ed il no profit.
Quindi per prima cosa ogni no profit che voglia creare una raccolta fondi del 2×1000 efficace deve:
– Studiare le altre no profit come competitor
– Spiegare al pubblico la causa per cui combattere
– Avere una presenza online efficace che instauri fiducia nel potenziale donatore
– E trattare la possibilità delle raccolte fondi come una startup in cerca di soldi per creare il proprio servizio.

Come creare una promozione per il 2×1000 efficace?

Premessa:
In quest’articolo parleremo di quale sono le basi di una strategia di comunicazione vincente in situazione di estremo disaggio, ossia:
Poco tempo
No profit sconosciuta
Impossibilità di spendere migliaia di euro in una singola promozione

Per chi voglia invece approfondire come costruire una raccolta fondi efficace cliccando qui troverete una guida di oltre 30 pagine gratuita sulla raccolta fondi.

Quali sono i passi fondamentali per aumentare le donazioni del tuo 2×1000?

1. Spiegare che cos’è il 2×1000. 
2. Raccontare cosa farete con le donazioni e cosa avete già fatto.
3. Dare valore ai donatori
4. Aiutare i donatori

Passo 1. Spiegare che cos’è il 2×1000.

Vi sembrerà strano, ma la maggior parte delle persone non sa cosa sia il 2/5/8 x1000, spesso è consapevole di doverlo versare (ma non tutti eh), ma non sanno il perché, e questa cosa allontana moltissimo le persone dal relazionarsi con il mondo del no profit.
E’ tutto ciò non è affatto colpa dei potenziali donatori, ma di una cattiva comunicazione da parte delle no profit, nel richiedere la donazione delle imposte come il 2×1000.

Come spiegare ai nostri potenziali donatori il 2×1000?

Di seguito vediamo alcune linee guida per iniziare a creare una relazione con il nostro potenziale donatore ed instaurare fiducia ed interesse nella nostra no profit o partito politico, spiegando cosa sia il 2×1000:
1. Attraverso una sezione Faq
2. Chatbot
3. Video

Se dicerto non bisogna spiegare che cosa sono i video e di quanto siano importanti nel mondo del no profit ( inoltre abbiamo scritto un articolo su come raccontare al meglio la vostra no profit attraverso il video) sicuramente sono stati trattati molto meno i primi due punti.

Che cos’è la sezione FAQ?

FAQ è un acronimo inglese che sta per Frequently Asked Questions (letteralmente “le domande che vengono poste di frequente”), sono quindi tutte quelle domande che un potenziale donatore potrebbe voler chiedere alla nostra no profit per avere delucidazioni in merito al 2×1000.

A cosa serve una sezione Faq?

Una sezione FAQ ben realizzata porterà enorme valore alla vostra azienda:
Migliora le conversioni fra voi e i potenziali donatori.
Ricordiamoci che i donatori hanno moltissimi dubbi sul 2×1000, spesso si pensa che sia una tassa da pagare, oppure che non scegliendo non dovranno versare nulla.
– Fa da filtro fra voi e il vostro centralino.
Come? rispondendo ai dubbi principali del 2×1000.

Come si costruisce una sezione Faq di successo?

Per prima cosa bisognerà rispondere alle domande principali che si pone normalmente a qualsiasi no profit che richiede 2/5/8 per mille.
Attenzione.
Se sei la tua organizzazione è composta da varie associazioni no profit che hanno la possibilità di richiedere alcune il 5 altre l’8 altre il 2×1000, dedica una sezione FAQ specifica per ogni imposta.
Ricorda: E’ necessario impostare la sezione FAQ come se stessi parlando a tu per tu con il tuo potenziale donatore.
Quindi:
1. Dedica una sezione FAQ solo al 2×1000
2. Dai del tu al tuo potenziale donatore
3. Rispondi alle domande frequenti che fanno solitamente al 2×1000
4. Formulate le domande nella prospettiva del donatore (es. “Come realizzo a…”/ “Che cosa è…/ Dove posso…”)

E’ la prima volta che richiedi il 2×1000 e non sai quali sono le domande frequenti?

Se ti stai domandando “e come faccio a sapere quali sono le domande frequenti”?
Nessun problema hai due possibilità, ( e sarebbe opportuno sfruttarle entrambe).
1. Crea un post sponsorizzato su i tuoi canali social e chiedi alle persone di scrivere fra i commenti qualsiasi dubbio riguardo il 2×1000.
Ogni domanda che ti verrà posta, rispondi ai loro commenti dicendo che presto ci sarà una sezione dedicata che risolverà tutti i suoi dubbi.
2. Guarda come si muovono i tuoi competitor. Molte no profit hanno una sezione FAQ dedicata, analizza le loro domande e risposte.
MA ATTENZIONE.
Non copiare mai e poi mai, per 3 motivi:
1. Non è legale
2. Google si accorge di chi fa copia e incolla ed il tuo sito non apparirà mai nelle prime posizioni e questo porterà ad un impossibilità di aumentare le donazioni nel medio/ lungo periodo.
3. Anche il modo in cui ti rapporti con cui scrivi una sezione faq è marketing e soprattutto branding. Ne abbiamo parlato meglio qui.

Passiamo al prossimo punto. I chatbot

I chatbot molto probabilmente saranno il trend dei prossimi anni, centinaia di aziende in Italia sfruttano questo nuovo mezzo per aumentare le interazioni con il potenziale cliente e stringere una relazione con quest’ultimo.

Ma che cosa sono i chatbot? E perché sono cosi importanti per le noprofit?

In poche parole sono programmi informatici programmati per “interaggire” come gli esseri umani.
Basato sull’Intelligenza Artificiale è in grado di simulare una conversazione intelligente con l’utente su una chat. Di fatto offre un servizio funzionale e di supporto attraverso le principali piattaforme di messaggistica.

Qual è la vera forza dei chatbot?

Sono diverse le potenzialità dei chatbot:
– La principale è sicuramente essere autonomi e sempre presenti,
Attivi 24 ore su 24,
– Offrono agli utenti aiuto
– “Riscaldano” il potenziale donatore o cliente
Smaltiscono il lavoro alla customer care dando la possibilità di occuparsi solo dei “casi gravi”
Raccolgono informazioni importantissime come: sesso, età, desideri ecc

Un chatbot può essere utile alle no profit?

Siamo assolutamente convinti che un chatbot possa aiutare moltissimo per aumentare le donazioni della no profit.
Perché?
– Con un chatbot puoi rispondere in maniera veloce alle domande frequenti del potenziale donatore, eliminando immediatamente tutti i dubbi di quella persona sul 2×1000
– Per fornire informazioni in maniera veloce ed istantanea, aumentando così l’interazione e la confidenza tra il donatore e la nostra no profit o partito politico

Strumenti utili per costruire un chatbot se non si è esperti di codice?

Esistono numerosi strumenti per creare chatbot anche se non si è esperti di codice.
E’ importantissimo ricordare che creare un chatbot efficace che risponda in maniera corretta a tutti i dubbi del potenziale donatore richiede molto studio si linguaggio e semantica.
Se siete curiosi di tutte le potenzialità del chatbot oppure se conoscete già le sue potenzialità e volete affidare a noi di hope la creazione del vostro chatbot per aumentare le donazioni clicca qui per andare nella sezione contatti.
Di seguito vi suggeriamo alcuni strumenti utili:

  • ChattyPeople
  • Onesequel
  • MobileMonkey
  • ManyChat

Se non sapete quale bot scegliere per la vostra organizzazione no profit o partito politico o volete affidare a noi la creazione del vostro bot per aumentare le donazione, potete scrivere i vostri dubbi o richieste su info@hope-marketing-sociale.it.

Passiamo al prossimo punto. I Video

E’ sicuramente il punto più difficoltoso da spiegare in poche righe, vi ricordo pero che abbiamo già scritto un lungo articolo sull’importanza dei video e su come realizzarli.
Naturalmente creare dei video professionali non è affatto facile e sicuramente il budget per creare dei video che convertano i nostri potenziali donatori non è affatto basso.
Ma vi ricordo che in questo momento siamo nella prima fase ossia spiegare che cos’è il 2×1000 e non abbiamo bisogno di “super spot”.

Ma che video realizzare se si vuole spiegare che cos’è il 2×1000?

Per spiegare che cos’è il 2×1000 basta semplicemente:
– Una persona che sappia stare davanti la telecamera
– Un muro monocromatico
– Una macchina fotografica che faccia anche i video o uno smartphone con una buona risoluzione.
– Un qualsiasi programma di montaggio video

Se non si ha idea di quale videocamera o fotocamera acquistare sentitevi liberi di contattarci su info@hope-marketing-sociale.it.

Importante.

Il problema delle fotocamere e dei cellulari e che non hanno un audio ottimizzato per i video. E’ fondamentale avere un buon audio vi consiglio:
– Se si ha un buon budget un microfono rode da integrare alla propria fotocamera
– Se il budget non è medio/alto esistono decine di microfoni a clic a pochi euro.

Anche qui se non si sa cosa acquistare inviate un’email su info@hope-marketing-sociale.it saremo felici di aiutarvi.       

Cosa consigliamo noi di Hope?

Non esiste una risposta unica per tutti i casi e se qualcuno vi vuole vendere “il segreto” esclusivo per tutti beh possiamo dire che è una truffa.

Nel marketing e nella comunicazione i fattori che determinano la riuscita o meno di una campagna pubblicitaria che sia di raccolta fondi o meno è determinata da numerosi fattori ad esempio noi nella guida definiva per la raccolta fondi abbiamo preso in considerazione tre macro studi ma abbiamo più volte specificato che le campagne variano in base a numerosi fattori:
– Budget
– Settore
– Obiettivi
– Tempo
– Target
– Competitor

Potremmo stare qui a dirne centinaia.

Di solito, la cosa migliore da fare è sicuramente creare una serie di video che rimanda al bot di Facebook.
Siamo consapevoli è la scelta più dispendiosa ma attraverso una campagna di adv efficace vi permetterà di raggiungere centinaia di potenziale utenti.

E se non sia il budget per bot e video?

Beh se dovete scegliere fra i due vi consigliamo sicuramente il video.
Se non si hanno fondi per entrambi la cosa migliore da fare è sicuramente creare diverse creatività e post che permettano l’interazione con il pubblico.

Se volete un articolo approfondito su come creare contenuti efficaci scrivete su info@hope-marketing-sociale.it. Abbiamo parlato di come spiegare il 2×1000 e perché è cosi importante spiegarlo al potenziale utente di cosa si tratta.
Ora passiamo al secondo punto:

2. Raccontate cosa farete con le donazioni e cosa avete già fatto.

Abbiamo deciso di unire questi due punti perché se avete letto già la nostra guida saprete già quanto sia importante raccontare la nostra no profit attraverso una storia vera e propria con:
– Un inizio,
– Uno sviluppo,
– Una fine.
In questo caso l’inizio della nostra storia è il raccontare cos’è il 2×1000, lo sviluppo sarà raccontare la causa per cui ci battiamo, la fine sarà la chiamata all’azione per la raccolta fondi.

Come raccontare cosa si farà con le donazioni?

Immaginate di dover raccontare la vostra associazione ad una persona sconosciuta da cosa partireste?
Beh sicuramente da chi siete, cosa fate, ed i vostri eventi principali.
Nella costruzione di una campagna di raccolta fondi per il 2×1000 non sarà diverso.
Abbiamo già parlato di come costruire un calendario editoriale per creare campagne di raccolta fondi vincenti lo sviluppo della nostra storia dovrà comprendere:
1. Chi siamo
2. Cosa combattiamo
3. Come la combattiamo
4. Cosa abbiamo fatto
5. Cosa vogliamo fare
6. Cosa continueremo a fare
7. Perché ci rivolgiamo a te
8. Perché sei cosi importante.
9. Cosa guadagnerai scegliendo noi

Cosa utilizzare per raccontare la nostra storia?

Sono diversi i mezzi che abbiamo per raccontare una storia.
Nessuno ti impedisce di sfruttare più strumenti (anzi sarebbe opportuno farlo) l’importante che la storia sia efficace e comunichi al meglio con il tuo target. Alcune idee che puoi utilizzare per raccontare la tua storia:
– Video Marketing.

Lo abbiamo citato già precedentemente.
Il video è uno strumento potentissimo ma attenzione non è la soluzione a tutti i mali.
Il videomarketing è uno strumento potentissimo se saputo contestualizzare in una strategia di comunicazione efficace.
– Microinfluencer.
I microinfluencer possono essere utilissimi per convertire un pubblico più o meno ampio, naturalmente bisognerà scegliere gli influencer giusti, perché si rischia di parlare ad un target sbagliato.
– Blogging.
No il blog non è morto, se saputo sfruttare attraverso una strategia di contenuti efficaci ed un buon adv su facebook si riuscirà a convertire i nostri potenziali donatori.
– Viral marketing.
Il marketing virale è un tipo di marketing non convenzionale capace di trasmettere un messaggio a un numero elevato di utenti finali.
Ricorda sempre:

Un milione di condivisioni e diecimilioni di like non hanno valore se quelle persone non vengono convertite.
E’ preferibile avere 1000 condivisioni e 10 mila like e raggiungere il nostro target e convertirlo in donazione.

– Guerrilla Marketing.
Il Guerrilla Marketing promozione pubblicitaria non convenzionale e a basso costo ottenuta attraverso l’utilizzo creativo di mezzi e strumenti aggressivi che fanno leva sull’immaginario e sui meccanismi psicologici degli utenti finali.
Molto simile al viral marketing di solito esso sfrutta l’ambiente urbano e non il digitale.

– Email Marketing.
Strumento potentissimo, tutti la davano per spacciata con l’arrivo dei social ed invece è ancora uno dei mezzi più forti di sempre.
Mezzo perfetto per chi è una no profit con molti contatti email non sfruttati.

Come puoi ben notare non ho scritto le solite:
– Facebook adv
– Instagram adv
– Google Adv

Per un motivo ben preciso queste sono piattaforme e la piattaforma è necessaria per la diffusione del nostro messaggio.
Non sempre si utilizzano tutte e tre, alcune volte se ne utilizza una delle volte due.

3. Date valore ai donatori

Avremmo tutto ciò nel secondo punto, ma è molto importante approfondire il concetto di valore, ne abbiamo parlato moltissimo nella nostra guida definitiva e nell’articolo perché i video spot delle no profit non funzionano ma riassumeremo questa tematica in quest’articolo.

Come possiamo sapere se stiamo realmente dando valore ai nostri donatori?

Il concetto di dare valore è molto soggettivo sono d’accordo con voi, ma è importantissimo capire una cosa.
Il dare valore non è prettamente materiale, noi possiamo dare valore anzi mi azzarderei a dire bisogna dare in primis valore facendo sentire i nostri potenziali donatori importanti parte attiva del progetto.
Spesso ci si dimentica di spostare il focus dalla causa per cui si combatte a chi da la possibilità di combattere questa cosa.
Si parla spesso di community dell’importanza di quest’ultima ma non si parla mai di come gestirla.

Come possiamo gestire una community?

Bisognerebbe fare un articolo apposito solo su questo, gestire una community non è affatto semplice ma sarà l’elemento più importante per ogni iniziativa della tua no profit poiché la tua community:
– Ti pubblicizzerà gratuitamente
– Saranno i primi a sostenerti
– Si proporranno come tesserati o volontari

Come possiamo dare valore alla nostra community?

  • Crea contenuti per loro esclusivi
  • Fai sentire loro importanti con contenuti settimanali o mensili in cui fate vedere dei progressi delle vostre azioni
  • Se nella vostra no profit è presente qualche figura professionale come fundraiser o altro, e la vostra community ha una prevalenza di aspiranti fundraiser, create contenuti per loro.

Più sarete bravi a fidelizzare le passioni dei vostri potenziali donatore, (naturalmente inerenti della vostra no profit) migliore sarà il tasso di coinvolgimento della vostra community.
Dopo aver parlato di come dare valore alla vostra community.
Parliamo dell’ultimo punto.

4. Aiutate i vostri donatori

Cosa intendiamo per aiutate i vostri donatori?

Molti potenziali donatori si stima il 15/20%, durante la compilazione non dona perché non ha capito come farlo, inoltre una percentuale fra l’8% e il 12% sbaglia a donare.
Come ovviare a questo problema?
I modi sono diversi:

  • Una serie di video dove si spiega passo passo come compilare il tutto e dove inserire le varie voci per le donazioni.
  • Impostare il chatbot (di cuoi abbiamo parlato precedentemente) anche come supporto alla compilazione.
  • Creare un’email o un numero di supporto.

Perché è cosi importante dare supporto?

Abbiamo già parlato precedentemente di quanto sia importante riuscire a dare valore al potenziale donatore, mostrando al nostro potenziale donatore che non è solamente una persona inanimata di cui ci interessano solo i suoi soldi.

Cosa consigliamo noi di Hope? Sicuramente sconsigliamo email o numero di supporto se i potenziali donatori sono molti, noi consigliamo o i video oppure i chatbot.

Questi sono i nostri consigli su come porre le basi per un 2×1000 di successo, naturalmente se volete maggiori informazioni su come creare una campagna di raccolta fondi di successo vi invitiamo a leggere la nostra guida definitiva per la raccolta fondi gratuita già mille no profit l’hanno letta e non se ne sono pentite.

Se vuoi conoscerci meglio o entrare nella famiglia di Hope affidandoci la comunicazione della tua impresa sociale o organizzazione no profit, puoi inviarci una email su info@ hope-marketing-sociale.it oppure cliccare qui.


In caso contrario ti auguriamo un grosso in bocca a lupo, e ci vediamo al prossimo articolo.

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