fbpx Cookie Policy Privacy Policy

Negli ultimi anni grazie ai social network la relazione tra potenziale donatore e organizzazione no profit è mutata moltissimo.
I social si trasformano di giorno in giorno, negli ultimi mesi si parla di crisi dei social network e che quest’ultimi non servono, che sono una truffa, che investire in tutto ciò non ha senso ecc ecc.

Che voi siate d’accordo o meno, permetteteci di dire una cosa:
La verità è molto più complessa di così e come molto spesso accade la verità è sempre nel mezzo.
Il 99% delle medio piccole no profit utilizzano malissimo i socialnetwork.
Magari hai investito qualche centinaio di euro in qualche corso, di un “GURU” dei social che ti ha detto che basta fare due cose per avere migliaia di donazioni.
Beh non è cosi.

Comunicazione online è molto più complesso di come i “guru” dicono e NO.
NON ESISTONO PASSAGGI STANDARD.
Servono due cose di cui purtroppo si parla sempre troppo poco:
1) COMPETENZA
2) STRATEGIA

I social sono uno strumento potentissimo, ti permettono di raggiungere persone potenzialmente interessate al tuo prodotto o servizio in maniera estremamente dettagliata.
Tutto questo non avresti mai potuto farlo senza i social, pensa un secondo ai mezzi pre-social:
La televisione manda in onda il tuo spot a tale ora a centinaia di migliaia di persone è vero, ma non sai chi sta guardando quello spot non hai idea se il tuo spot funzioni, se quelle persone sono potenzialmente interessate e soprattutto non puoi monitorare le loro azioni successive.
Potremmo fare lo stesso discorso con: Volantini, manifesto, radio ecc.

Perché questa premessa?
In questo articolo (che in realtà è più una guida) non troverai i soliti articoli dove esordiscono dicendo LA STRATEGIA PERFETTA PER FARE CENTINAIA DI MIGLIAIA DI EURO DI DONAZIONI.
(ps tutti gli articoli, video, webinar che dicono così sono una truffa)

In questa guida imparerai:
1. Come impostare una strategia online su Facebook adatta al no profit
2. Come trovare potenziali donatori
3. Come convertire un potenziale donatore in un vero donatore

Sei pronto?
Iniziamo.

GUIDA BASE: FACEBOOK PER NO PROFIT

Per prima cosa capiamo bene perché Facebook è un canale di advertising cosi forte per il no profit?

Per capire l’importanza di Facebook per una strategia online bisogna introdurre un concetto molto semplice che viene definita dall’economia come domanda.

La domanda non è altro che la quantità di consumo richiesta dal mercato e dai consumatori di un certo bene o servizio.

La domanda può essere:

Consapevole: Quando la persona ha un bisogno molto forte cerca di sua spontanea volontà un prodotto o un servizio che possa soddisfare il suo bisogno.
Latente: Quando una persona ha un “bisogno o un interesse” non ancora chiaro o semplicemente non sa come soddisfarlo.

Gli advertaiser (quelli bravi) che lavorano con Facebook, lavorano moltissimo sul concetto di domanda latente cosi che attraverso diversi stimoli facciano diventare la domanda latente in consapevole.
Ti starai sicuramente chiedendo non sarebbe più semplice lavorare sulla domanda consapevole? Le persone sono già sicure di quello che vogliono.

Assolutamente si, ma pensa un secondo a te stesso durante un tuo fabbisogno specifico.
Facciamo un esempio.
Hai fame vuoi mangiare una pizza e sei in una città che non conosci, come ti comporti?
Cerchi una pizzeria su Facebook o su Google?
Esatto su Google, e sai perché?

Facebook e Google agiscono su due stadi completamente differenti:
Google punta a “cosa fa la persona” Facebook punta a “chi è ”.

Una strategia perfetta è una strategia multicanale, ma di questo ne parleremo in un prossimo articolo.
Ora pensiamo alla nostra organizzazione no profit.
La nostra no profit ha bisogno di farsi conoscere nelle zone di Roma e dintorni come comportarci?
Abbiamo imparato che per prima cosa dobbiamo capire se la domanda delle persone è latente o consapevole.
Come scoprilo?
Usando determinati strumenti che ci aiutano a capire gli intenti di ricerca delle persone.

Molti di questi strumenti sono a pagamento, capisco bene che per una piccola no profit sarebbe una spesa enorme da affrontare, ed è per questo motivo che abbiamo fatto alcune ricerche e abbiamo trovato un bellissimo strumento totalmente gratuito.
Lo strumento si chiama, ubersuggest  -> https://neilpatel.com/it/ubersuggest/

Con questo strumento potrai vedere il numero di ricerche riguardo le tue parole chiavi di riferimento.

Come trovare le parole chiavi di riferimento?
Dovrai inserire i servizi che tu offri + il luogo di appartenenza

Esempio

La tua associazione si occupa di servizi per gli anziani a Roma.

Inserisci nella barra di ricerca servizi anziani Roma, premi invia, ed il gioco e fatto.

 

Scopriamo che il nostro servizio non ha una domanda consapevole, quindi per prima cosa dobbiamo stimolare la domanda e per questo motivo lo strumento perfetto è Facebook.

Lo so, lo so non vedi l’ora di metter mano alla piattaforma ma ricordati cosa abbiamo detto prima:
Per creare pubblicità efficaci servono:
1. Competenze
2. Strategia

Mi starei per dire, so perfettamente che la domanda è latente, cosa c’è da sapere?
Beh probabilmente la cosa più importante.
Chi sono i tuoi potenziali donatori?

Prendiamoci un po’ di tempo e parliamo di Target:
Ne parliamo in maniera molto approfondita nella guida per la raccolta fondi, che puoi trovare cliccando qui o richiedendo l’ebook ad info@hope-marketing-sociale.it .

Come definire il target dei nostri donatori?

Perché è cosi importante definire il target?

Definire il target è fondamentale perché ti permette di definire al meglio i tuoi potenziali:
clienti, donatori, volontari.

Tutto ciò ti permetterà:
1) Creare una strategia su misura per il tuo donatore/ecc ideale
2) Risparmiare soldi in comunicazioni inutili
3) Ottimizzare al meglio le tue campagne di promozione sia in ottica tempo che guadagno monetario.

Ma di preciso che cos’è il target?

Il marketing il termine target è usato per indicare un gruppo di consumatori, chiamti segmenti, accomunati da caratteristiche simili (età, reddito, stili di vita, bisogni, ecc.) al quale noi vogliamo rivolgerci attraverso una strategia di comunicazione e marketing, per offrire loro un prodotto o servizio.
Esempio:

Il nosto target ideale avrà quindi: Sesso, età, nazionalità, ed altre generalità, quindi una prima fase di segmentazione potrà presentarsi cosi:
Uomo, tra i 25 / 30 anni, fidanzato, italiano, laureato, lavora in banca, percepisce uno stipendio dai 20mila ai 30mila euro.

Dopo aver fatto questo lavoro abbiamo definito il target alla perfezione?

Purtroppo o per fortuna con la complessità del mercato di oggi, con la quantità d’informazioni che riceviamo ogni giorno, con segmentazioni generazionali sempre più complesse rispondere esclusivamente alla domanda Chi sono i miei clienti? Non basta.

Per spiegarti perché non basta prendiamo in considerazione un magnifico libro Growth Hacking di un noto marketer italiano, Raffaele Gaito.

Un ragazzino di 15 anni con la paghetta da 20 euro a settimana è completamente differente da un signore di 35 con uno stipendio mensile da 1800 euro, vero?

Assolutamente si.
Ma entrambi hanno giocato a Pokemon Go.

Secondo la regola della targettizzazione del pubblico, tutto ciò non doveva accadere, questi target sono completamente differenti.

Sapete perché Nintendo è riuscita a comunicare in maniera eccellente a due segmenti completamente differenti?

Perchè non si è posta la domanda chi sono i miei clienti ma:

Perché i miei potenziali clienti/donatori/ecc dovrebbero scegliere proprio me?

Bisogna spostare l’attenzione non più sul chi sono i miei clienti, ma sul perché dovrebbero scegliere me.

ATTENZIONE.

Definire la segmentazione per età, genere ecc è ancora importante.
Non ho detto che non serve, ho detto che non basta.
Bisognerà andare oltre è fare un’analisi psicologica del nostro potenziale donatore, cliente ecc.

Come definire l’analisi psicologica del nostro donatore tipo?
Abbiamo due possibilità:
1. Se abbiamo già uno storico è consigliabile inviare un questionario con domande ben specifiche ai nostri vecchi donatori tramite newsletter, email, chatbot, telemarketing ecc per definire le caratteristiche psicologiche del nostro donatore.

2. Se la nostra no profit è nuova o non ha uno storico dei suoi donatori o clienti possiamo rispondere noi ad alcune domande e definire in un secondo momento alla perfezione il tutto.

Che tipo di domande dobbiamo porci?

1- Quali problemi affronta il nostro donatore tipo?
2- Quali sono le sue frustrazioni?
3- Quali sono i suoi obiettivi?
4- A quali tematiche è più affezionato?
5- Quali sono le sue ONG preferite?
6- E’ un donatore abituale?
7- Che scuole ha frequentato?
8- Quali sono i suoi brand preferiti?
9- E’ sposato, fidanzato, divorziato?

Esistono strumenti che possono aiutarmi a creare target efficaci?

Assolutamente si:

  1. Google Analytics
  2. Audience insights di Facebook
  3. Business Model Cavas
  4. Makemypersonas

I primi due citati sono completamente gratuiti ma non sono perfetti non riesci a definire alla perfezione quello che viene chiamata buyer personas.
Se hai la possibilità di investire ecco alcuni tool specifici

  1. Woopra
  2. Quantcast
  3. Hubspot

Nel momento in cui abbiamo risposto a tali domande, ed il nostro obiettivo è spingere il nostro “pubblico” ad una donazione bisognerà suddividere il nostro target in sei rispettivi gruppi.

La divisione di questi gruppi ci permetterà di avere ben chiaro chi abbiamo davanti, il gruppo 1 sono le persone più propense a contribuire alla causa per cui ci stiamo spendendo, il gruppo 6 sono i più lontani.

1. Gruppo direttamente interessato.
2. Amici della persona direttamente interessata.
3. Legami deboli.
4. Supporter forti.
5. Supporter deboli.
6. Coloro che non conoscono l’importanza della causa.

Se vuoi approfondire la questione gruppi e target, ne parliamo in maniera molto approfondita nella guida per la raccolta fondi, che puoi trovare cliccando qui o richiedendo l’ebook ad info@hope-marketing-sociale.it .

Perfetto ci siamo abbiamo definito il nostro target ora siamo pronti per avviare la nostra campagna su Facebook.

Di cosa abbiamo bisogno per costruire una campagna online?
1. Di una pagina Facebook
2. Del pannello di controllo Business Menager di Facebook

Se non sai cos’è una pagina Facebook o come costruirla ecco un video che ti aiuterà passo passo nella creazione di una pagina Facebook.
https://www.youtube.com/watch?v=i-Yi8BYC2GE

Per creare invece il Business Menager di Facebook https://www.youtube.com/watch?v=-VFlux2Dt1M ecco a te un video che ti aiuterà passo passo nella creazione.

Quest’articolo si focalizza sulla creazione di una strategia e non sulla spiegazione di che cos’è Facebook ma permettimi in due righe di spiegare perché è importante il Facebook Business Menager.

Se hai una pagina Fb avrai spesso visto l’invito a sponsorizzare direttamente dalla pagina, che differenza c’è con il Business Menager?
In tre punti:
– Maggiore possibilità di targetizzazione
– Possibilità di monitorare al meglio le tue inserzioni
– Possibilità di creare strategie complesse

Perfetto e ora di partire nella creazione della nostra stretegia.

Qualsiasi strategia che sia di vendita, di raccolta fondi o di ricerca del persona parte da una cosa: Il funnel.
Che cos’è il funnel?
Un funnel ha l’obbiettivo principale di attirare i tuoi potenziali clienti/donatori ecc ed il fine ultimo di convertire quest’ultimi.

Perché è cosi importante un funnel?

La costruzione del funnel è fondamentale poiché le persone tendono a non fare nessuna azione di conversione (vendita, donazione ecc) a meno che non conosca il brand o quel singolo prodotto.
Sapevi che secondo una statistica, il 97% dei visitatori di un eCommerce lo abbandona senza acquistare nulla?
Sai in media quante volte una persone deve visitare un sito per compiere un’azione di conversione?
7
.

Cosa vuol dire questo?
Che se noi siamo una No profit e vogliamo aumentare le nostre donazioni mediamente dobbiamo far andare un singolo utente sul nostro sito 7 volte.
Che cosa accade in queste 7 “incontri”?
L’utente inizierà a conoscerci a capire chi siamo, se può fidarsi di noi, se rispondiamo alle sue esigenze e solo in seguito eseguire l’azione.

Come costruire un funnel per una no profit?

Partiamo da questa immagine

 

L’immagine presa dal sito https://mktgessentials.com riassume in maniera esemplare le 4 fasi, che a mio avviso sono fondamentali quando si ha intenzione di creare una strategia di conversione.
Mettiamo caso che la nostra strategia sia quella di aumentare le donazioni:

1. Portare traffico: Siamo all’inizio del nostro imbuto.
In questa fase cerchiamo di attrarre i nostri potenziali donatori (che abbiamo già studiato durante lo studio del target).
2. Generare contatti: In questa fase dobbiamo tracciare i nostri potenziali donatori.
3. Azione: Il momento in cui il nostro potenziale donatore, diventerà donatore.
E quindi compie un’azione.
4. Advocacy: Non bisogna mai, e poi mai fermarsi alla vendita. Essere in grado di fidelizzare un donatore è fondamentale.

Come applicare un funnel in una strategia social?

Abbiamo scomposto il nostro funnel in 4 step.
1. Traffico
2. Contatti
3. Azione
4. Advocacy

Come portare traffico?
E soprattutto dove portare traffico?
Partiamo dall’ultima domanda, dove portare il traffico.

STEP 1. TRAFFICO

Abbiamo 4 possibilità:

  1. Sulla nostra pagina facebook
  2. Su un gruppo ben preciso (sempre su facebook)
  3. Su una nostra landing page
  4. Su un post o su un contenuto esterno a Facebook (articolo, news, ecc)

La scelta su dove veicolare il traffico dipenderà molto dal nostro obiettivo finale.
Analizziamo insieme i 4 punti.

Punto numero 1.
Veicolare il traffico sulla nostra pagina Facebook.

Perché farlo? E perché è importante.
Sono il primo a dire che i mi piace su Facebook valgono molto poco se considerate come vanity metrics.
2 milioni di mi piace non in target valgono zero, 2000 mila like in target, con un pubblico fidelizzato ed interessato ai nostri contenuti, valgano migliaia di donazioni in più ogni anno.

Quando veicolare il traffico sulla pagina Facebook?

Se abbiamo un buon budget è sempre opportuno investire parte del budget sulla crescita della propria pagina.
Se inizialmente il budget da investire è poco o tendente allo zero è un punto che possiamo escludere almeno inizialmente.

Punto numero 2.

Portare traffico su un gruppo Facebook.
Perché farlo? E perché è importante.
I gruppi Facebook sono sempre più importanti ed hanno un tasso di coinvolgimento altissimo.
Le persone usano sempre più spesso i gruppi per confrontarsi, scambiarsi opinioni, ecc.

Quando veicolare il traffico su un gruppo Facebook?

Premessa gestire una community facebook è molto complicato, bisogna creare contenuti giornalieri di valore, in cui le persone sono coinvolte e interagiscono con noi e con il brand.
Vi consiglio di creare un gruppo Facebook se la vostra no profit è già una realta consolidata.

Punto numero 3.

La Landing Page, in italiano pagina di atterraggio, è una pagina web realizzata con l’obiettivo di convertire i visitatori del sito in contatti, soci o donatori.
Ho parlato in maniera approfondita con i ragazzi di Socyza di come sfruttare al meglio le landing page.

Quando veicolare il traffico su una Landing Page?
Possiamo sfruttare le landing page in diversi modi:
1. Per far conoscere la nostra no profit e acquisire contatti
2. Per raccogliere fondi
3. Per vendere i nostri prodotti solidali

Punto numero 4.

La creazione di contenuti specifici sono importantissimi nel momento in cui tu voglia acquisire nuovi contatti in target.
Quando veicolare il traffico su contenuti terzi?
In questo momento la creazione di contenuti ed un adv su facebook fatto in maniera idonea è il miglior modo per iniziare una campagna di raccolta se si è una organizzazione no profit poco conosciuta.

Cosa consigliamo noi di Hope?

Ricordatevi sempre che non esiste una strategia uguale per tutti, per diversi motivi: target e obiettivi differenti, servizi o prodotti diversi ecc.
Riteniamo però che per iniziare se il budget della vostra no profit è medio/basso, è ideale partire unendo due differenti strategie ossia: Traffico sulla landing page + traffico contenuti terzi (blog, video, ecc).

NB.

Per creare un funnel efficace è fondamentale installare un codice di tracciamento chiamato FB PIXEL.Tranquillo è legale ed è in conformità con il GDPR.

Che cos’è il Facebook Pixel?
Il Facebook pixel è un codice di monitoraggio che registra quando qualcuno visita il tuo sito web ed esegue un’azione. In questo modo, saprai quando un potenziale donatore ha eseguito un’azione dopo aver visto la tua inserzione di Facebook.
Per saperne di più visita la pagina di Facebook dedicata al pixel.
Hai bisogno di una guida dedicata all’installazione ?
Clicca qui.

Come creare l’inserzione per traffico sulla tua Landing page?

Passo 1. Vai sul tuo business menager
Passo 2. Crea la nuova inserzione
Passo 3. Inserite obiettivo visite sito web
Passo 4. Targettizate in base alle vostre personas
Passo 5. Impostate budget e durate
Passo 6. Inserite il vostro sito web
Passo 7. Caricate la vostra eventuale grafica
Passo 8. Inserite un copy che spieghi in breve il vostro obiettivo

Naturalmente ogni passaggio avrebbe bisogno di una guida apposita di 30 pagine se avete difficolta in qualche passaggio non esitate a contattarci su info@hope-marketing-sociale.it

STEP 2. Contatti

Perchè è cosi importante avere i contatti dei nostri potenziali donatori?

Per 3 semplici motivi:

  1. Il codice di tracciamento per traffico scade dopo 90 giorni
  2. Se un nostro potenziale donatore lascia il suo contatto è un segno che è interessato a noi
  3. Il contatto ci da la possibilità di creare una relazione con il nostro potenziale donatore

Abbiamo generato traffico, le persone iniziano ad essere interessate ai nostri servizi e/o alla nostra no profit cosa bisogna fare ora?
Bisogna fidelizzare il traffico ricevuto, ossia, le persone devono muovere un nuovo interesse verso di noi, “devono fare un piccolo sforzo in più”.
Ciò che andremo a fare ora è creare un servizio che possa interessare il nostro potenziale donatore.
Ti starai sicuramente chiedendo in che senso?
Facciamo un esempio, medici senza frontiere per fidelizzare i propri contatti, crea una serie di newsletter in cui:

– Ti racconta la vita dei bambini sopravvissuti
– La storia dei volontari
– La storia dei medici che viaggiano per salvare i bambini

Questa newsletter è un servizio che medici senza frontiere mette a disposizione dei potenziali donatori, per creare una maggiore relazione ed empatia con loro cosi che nel momento in cui medici senza frontiere dovesse chiedere aiuto ai suoi potenziali sostenitori quest’ultimi sono più propensi a donare.

Vi starete chiedendo perché?

La risposta è molto semplice, le persone hanno bisogno di sentirsi parte di un movimento e soprattutto vogliono che il brand si metta in relazione con loro.
E’ per questo motivo che Medici Senza Frontiere crea cosi tanti servizi gratuiti per i suoi potenziali donatori, o che cosi tanti volontari e cooperanti vogliano lavorare per loro.

Perché Medici senza frontiere fa sentire, volontari, cooperanti, donatori e sostenitori parte di un movimento ed agente di cambiamento.

Ecco 3 servizi che offre Medici Senza Frontiere per i suoi sostenitori:

  • La newsletter di cui abbiamo già parlato
  • I nostri passi format curato dai volontari di tutto il mondo in cui parlano ogni giorno delle loro esperienze
  • Fuori campo format in cui alcune persone vengono aiutate, nei campi di medici senza frontiere, raccontano la loro storia, la vita di tutti giorni, ed il loro riscatto sociale.

NB. Informazione che può essere scontata ma neanche tanto.
I contatti sono nome dell’utente ed eventuale email saranno acquisiti iscrivendosi gratuitamente a questo servizio.

Esempio pratico: Come acquisire i nostri contatti?

Ora che abbiamo capito l’importanza di un servizio gratuito per entrare in relazione con il nostro cliente, parliamo di come realizzare questo servizio e come pubblicizzarlo, per acquisire i contatti dei nostri potenziali sostenitori.
Come decidere quale servizio realizzare?
Alcune raccomandazioni:

– Il servizio deve essere gratuito
– Deve essere in linea con la tua no profit
– Deve essere a basso costo
– Se automatizzabile ancora meglio.

Se segui questi 3/4 punti (spesso il punto 4 non è attualizzabile) avrai un servizio che attirerà i tuoi potenziali donatori e riceverai centinaia di contatti.
Esempio sei una organizzazione no profit a tutela degli animali?
Potresti:
– Creare un format video giornaliero o settimanale in cui racconti tematiche ambientali, ecc
– Format scritto, video, podcast in cui intervisti alcuni esperti del settore più o meno famosi
– Se sei una piccola no profit territoriale potresti scrivere in forma gratuita, alcuni articoli in merito per la testata giornalistica della tua città, provincia o regione cosi da sfruttare la loro “fama” per pubblicizzare la tua no profit, ed invitare a fine articolo a visitare il sito dove lasciando i contatti potrai ricevere newsletter settimanali o mensili di approfondimento.

Il limite dei servizi gratuiti è solo e soltanto la creatività

Come sponsorizzare il servizio?
Anche qui, tutto dipende dal tipo di servizio scelto.
Ma i passaggi standard sono 4:

1. Create una serie di grafiche o video adatte alla piattaforma social che avete scelto (in questo caso stiamo parlando di facebook)

  1. Create una serie di grafiche o video adatti alla piattaforma social che avete scelto (in questo caso stiamo parlando di facebook)
  2. Scrivete un copy adatto al tipo di servizio che andrete ad offrire. (qui un bel articolo che indica come scrivere un copy di successo)
  3. Pubblicate il primo post direttamente sulla vostra pagina e sponsorizzatelo in base al target studiato precedentemente
  4. Andate sul vostro Business Menager e seguite queste indicazioni
    1. Cliccate sui 3 puntini
    2. Andate su pubblico
    3. Pubblico Personalizzato
    4. Digitate: Tutti i criteri – 180 giorni – Date un nome al vostro pubblico
    5. Create una inserzione
    6. Scegliete l’obiettivo in base al tipo di post che avete creato
    7. Nel momento in cui vi chiede il tipo di pubblico cliccate sul barra bianca e vi troverete il pubblico creato precedentemente

 Una domanda legittima che vi starete facendo è: Ma quel pubblico che abbiamo creato chi è di preciso?

Il pubblico creato non è nient’altro che il pubblico che ha mostrato interesse per noi nei post precedenti.

Avete capito perché è cosi importante seguire degli step ben precisi?

Se questo passaggio risulta troppo complicato o poco chiaro non esitate a contattarci su info@hope-marking-sociale.it

STEP 3. Azione

Il punto 2 ed il punto 3 sono molto legati fra loro la riuscita di questo punto dipenderà dall’efficacia del vostro servizio.
Perchè?
Per spiegare in maniera molto approfondita il terzo step, è opportuno fare un esempio, torniamo al servizio gratuito di Medici Senza Frontiere:

Come avevamo già spiegato uno dei servizi gratuiti consiste in una serie di newsletter in cui si racconta “in varie puntate” la vita dei bambini sopravvissuti.
Che tipo di azione fanno Medici Senza Frontiere?
Una volta ogni 2/3 mesi, creano una newsletter, in cui si invita a sostenere una causa ben focalizzata (esempio si è parlato di un bambino che vive in Libia, si chiederà di sostenere la costruzione di una scuola elementare in Libano).

Le persone saranno molto più propense a sostenere la causa, perché si sentono parte attiva del sistema, non sono interamente estranei ai fatti, ed hanno un legame emotivo con la causa.
Quindi l’azione non è nient’altro che il momento in cui la persona ha deciso di donare.
Il momento della pubblicità per la donazione, naturalmente non si può concludere con una semplice azione.

Personalmente crediamo che il principio appena spiegato è il più rimunerativo in termini di efficacia ed anche di costi.
Naturalmente, una raccolta fondi o una strategia di fundraising, non può concludersi con una semplice azione.
Abbiamo bisogno di ottimizzare il tutto, creare una strategia che coinvolga un numero maggiore di persone interessate.

Ecco alcune linee guida per sfruttare al meglio Facebook per le donazioni:

  1. Crea un’inserzione specifica per le persone che hanno interagito con i tuoi post
  2. Crea un’inserzione specifica per il pubblico simile
  3. Sfrutta la riprova sociale

Partiamo dal punto 1.

Abbiamo già parlato precedentemente sul come creare il pubblico che ha interagito negli ultimi giorni.
Creiamo 3 diverse inserzioni, restringendo il campo:
– Persone che hanno interagito con le nostre inserzioni negli ultimi 30 giorni.
– Persone che hanno interagito con le nostre inserzioni negli ultimi 60 giorni.

– Persone che hanno interagito con le nostre inserzioni negli ultimi 90 giorni.

       Perché creare 3 diverse inserzioni?

Le persone che hanno interagito con noi negli ultimi 30 giorni saranno più propense a sostenerci.
Perciò, la creatività del post ed il copy, dovrà essere molto più emozionale rispetto al post delle persone che hanno interagito con noi negli ultimi 60 e 90 giorni.
In questa fase abbiamo molti dati, la differenza la farà come riusciremo ad utilizzare quest’ultimi per entrare in connessione con i nostri potenziali donatori.

Punto 2.

Utilizzeremo un’altra funzione che mette a disposizione la piattaforma di business facebook.
Capisci l’utilità di questa piattaforma ora?
Segui questi passaggi:
1. Entra sul tuo su Business Facebook
2. Clicca su risorse
3. Vai su pubblico
4. Premi su crea pubblico
5. Entra su crea pubblico personalizzato
6. Ti ritroverai una schermata con tre voci: Pubblico simile, luogo, e percentuale

In pubblico simile, inserisci il pubblico che ha interagito negli ultimi 180 giorni.
In luogo, naturalmente l’area in cui agite (se siete un’associazione che lavora su tutto il territorio italiano inserite Italia, se su scala regionale la vostra regione e cosi via).
Percentuale, 2%.
Vi starete sicuramente chiedendo di cosa si tratta questa percentuale.
Facebook ti darà la possibilità di mostrare la tua inserzione ad un pubblico con caratteristiche simili alle persone che hanno interagito con il tuo post.
Un pubblico simile dell’1% è composto dalle molto più simili all’origine del tuo pubblico.

Punto 3.

Sfrutta la riprova sociale.
La riprova sociale, è un fenomeno psicologico, descritto da Robert Cialdini all’interno del suo meraviglioso libro chiamato le armi della persuasione.
Cialdini spiega, come le persone tendono ad essere molto influenzati dalle azioni altrui, in situazioni di assoluta incertezza.

Questo bias cognitivo, è fra i più importanti per il settore no profit poiché spesso le persone sono molto incerte su quale azione compiere in situazioni di forte incertezza.
Come utilizzare il principio della riprova sociale sui social?
La risposta è molto semplice, chiedete aiuto ai vostri sostenitori.

I vostri donatori, i volontari, ogni singola persona che da una mano alla vostra no profit, saranno coloro che smuoveranno altri donatori.
Come coinvolgere i vostri sostenitori?
Contattateli tramite whatsapp, bot, email.
Sarebbe opportuno, che il messaggio fosse personalizzato (almeno nome e cognome della persona) ma capisco, che tutto ciò comporterebbe ad avere: una spesa di costumer care o di un servizio a pagamento per l’email.

Se qualcuno fosse interessato ad una piattaforma email vi consiglio mailchimp.

Cosa chiedere ai vostri sostenitori?
Chiedete loro un ultimo sforzo di aiutarvi a diffondere la vostra causa.
Cosa dovranno fare?

Qui il limite è la fantasia, vi sono decine di esempi che potremmo fare dal più creativo ice bucket challange al semplice testo scritto sul perché si è scelto di sostenere la vostra causa.
Ecco alcuni esempi:

STEP 4. ADVOCACY

Nel momento in cui la nostra raccolta fondi, o abbiamo raggiunto o meno il nostro obiettivo, non abbandonare MAI e dico MAI, i tuoi sostenitori.

Ricordati:
Fidelizzare un nuovo donatore ti costa 5 volte in più, nel fidelizzare un vecchio donatore.
Crea contenuti esclusivi per i tuoi donatori, che siano newsletter settimanali, aggiornamenti sul vostro operato ecc.
Fateli sentire parte di un sistema e saranno i primi a sostenervi in ogni vostra causa.

Questi sono i quattro passaggi fondamentali per utilizzare al meglio facebook nel mondo no profit.

Come già detto in precedenza, non esiste una formula segreta per tutto il terzo settore.

Questi sono 4 passaggi fondamentali per la vostra strategia, in ogni strategia i fattori sono diversi, fra tutti:

  • Il tipo di servizio che offrite
  • Il target a cui vi riferite
  • L’obiettivo della vostra no profit
  • Se siete già presenti o meno sui social
  • Il tempo ed il budget per raggiungere l’obiettivo

E visto che vogliamo essere estremamente realistici anche la capacità di:

  • Creare contenuti
  • Utilizzare Facebook Ads
  • Monitorare e Gestire i dati di Facebook Business

Ma ora come promesso creiamo un piccolo caso studio cosi da applicare quanto scritto.

Allora riguardiamo assieme il funnel per la no profit:
1. Traffico
2. Contatti
3. Azione
4. Advocacy

Esempio:
Sono un’associazioni di fotografi che vuole sponsorizzare un suo corso base.

Il mio target è:
Fotografi amatoriali che vogliono imparare ad usare la propria reflex.
Età 25/45 anni.
Territorio: Reggio Calabria

Aspetto psicologico: Aspiranti fotografi, aspiranti influencer.

Passo 1.
Come porto traffico?

Creo un evento gratuito dove le persone possono venire ad assistere alla prima lezione.
Decido però che l’evento è a numero di posti limitati.
Creo una Landing page dove spiego l’evento e lo sponsorizzo in base al target designato.

Passo 2.
Come genero contatti?

Nella landing page le persone devono registrarsi e lasciare i contatti.
La landing avrà delle azioni automatiche in cui risponderà ringraziando e ricordando gli estremi: Luogo, data, ora ecc.

Passo 3.
Azione

Abbiamo un problema di fondo.
Quando le persone si iscrivono ad eventi gratuiti spesso si dimenticano o non vengono.
Ecco perché abbiamo bisogno di generare molto interesse ecco perché nella settimana prima dell’evento si inizierà a condividere qualche piccolo consiglio da subito applicabile cosi da generare interesse.

Il giorno stesso dell’evento naturalmente si ricorderà orario e luogo.

Passo 4.

Advocacy
Questo naturalmente è post evento e post iscrizione.
Come comportarsi con le persone iscritte?
Naturalmente andranno inserite in una “good list” e coccolarle magari con una newsletter settimanale o mensile.
Come comportarsi con le persone non iscritte?

E’ molto importante capire cosa “non è andato”, fare qualche domanda tipo:

  • Troppo costoso?
  • Troppo noioso?
  • Ecc ecc

Cosi da poter migliorare e monitorare il nostro target.

Questo è un piccolo esempio di come utilizzare al meglio i 4 Step appena descritti, per qualsiasi dubbio in merito a facebook per le no profit potete inviare una email compilando il form qui sotto