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Guida alla promozione del tuo 5×1000

Guida alla promozione del tuo 5×1000

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Abbiamo già pubblicato la nostra guida alla raccolta fondi, oltre 30 pagine totalmente gratuite e senza obbligo di registrazione che poi trovare in questo link, già letta da oltre mille no profit.
In quest’articolo faremo un po’ il riassunto di quella guida e la contestualizzeremo alla promozione del 5×1000.

Per prima cosa che cos’è il 5×1000? E chi può richiederla?

Il cinque per mille indica una quota dell’imposta IRPEF, obbligatoria che ogni cittadino versa in base alla dichiarazione dei redditi. Ogni contribuente può decidere a quale organizzazione no profit versare il 5×1000. L’organizzazione no profit deve essere naturalmente, regolarmente iscritta in appositi elenchi del 5 x 1000 cosi da poter ottenere la destinazione della quota.

Come pubblicizzare il 5×1000 per la tua no profit?

Siamo sinceri noi di Hope non siamo fan delle strategie di comunicazione che durano 1 o 2 mesi, la comunicazione online ha delle regole molto ferree e soprattutto nell’ambito della donazione bisogna imparare a creare una community e dare del valore a quest’ultima.

Ma cosa fare quando il tempo è poco?

Saremo molto sinceri non sarà semplicissimo soprattutto per chi ha a disposizione budget medio/bassi ma con un po’ di creatività e una strategia di comunicazione e marketing efficace è possibile aumentare le donazioni della tua no profit grazie al 5×1000.

Ci teniamo a ricordarti che ogni organizzazione no profit, ogni impresa sociale è un caso a se, ci saranno decine di particolari più o meno grandi che faranno la differenza ciò che andremo a tratte in questo articolo sono delle linee guida che riteniamo fondamentali da seguire per porre delle basi molto solide:

  1. Spiegate che cos’è il 5×1000. 
  2.  Precisate quanto vale il 5×1000. 
  3. Spiegate quanto i donatori sono importanti. 
  4. Raccontate cosa farete con i soldi del 5×1000. 
  5. Descrivete cosa avete fatto lo scorso anno con i soldi raccolti. 

Questi 5 punti saranno necessari per aumentare le donazione per il tuo cinque per mille. Analizziamo adesso nello specifico questi cinque punti:

Spiegate che cos’è il 5×1000. 

Qualsiasi articolo online o su rivista, esperto o meno, fundraiser o markettaro tralascia questo primo punto che noi di Hope riteniamo FONDAMENATALE.
Molti danno per scontato che le persone sappiano cosa sia il 5×1000 ma in realtà non è affatto cosi.
Molte persone non conoscono la differenza fra 5×1000 e 8×1000, alcuni pensano sia una tassa potrei andare avanti all’infinito.
E’ fondamentale che durante la creazione della campagna di raccolta fondi si spieghi con precisione cosa sia il 5×1000.

Come spiegare che cos’è il 5×1000?

Di seguito alcuni suggerimenti per spiegare al meglio che cos’è il 5×1000.

  • Una sezione FAQ.
    La più utilizzatada ogni associazione no profit pro e contro della sezione FAQ.

Pro.

– Facile da fare
– Molto utilizzata
– Economica
Contro.
– Difficilmente gli utenti andranno di loro spontanea volontà nella sezione FAQ
– Dispersiva gli utenti dovranno cercarsi la loro risposta ecc ecc.

  • Chatbot.
    Ancora poco utilizzati dalle no profit i chatbot sono perfetti per creare una sezione FAQ dinamica e diretta con il nostro potenziale donatore.
    Pro.
    – Dinamico l’utente potrà direttamente chiedere i suoi dubbi
    – Istaura un primo contatto con l’utente
    Contro.
  • Richiede esperienza di programmazione o creazione chatbot.
  • Articolo apposito.
    Creare un articolo sul proprio sito dove si spiega cosa sia il 5×1000 con spiegazione anche di tutte le perplessità del possibile donatore.
    Pro.
    – Se scritto bene è meno dispersivo delle FAQ
    – Economico
    Contro.

– Alcune persone potranno avere una repulsione in articoli medio/ lunghi lunghi
– Se scritto male sarà molto meno efficace

  • Video
    E’ lo strumento più utilizzato da tutte le no profit anche se non tutti riescono ad utilizzare questo strumento in maniera adeguata.
    Qui ho spiegato il perché.
    Pro.
    – E’ il miglior strumento per creare empatia con il donatore
    – Puoi spiegare cose molto complesse
    – Se fatto bene può diventare virale
    Contro.
  • Costoso

Cosa consigliamo noi di Hope?

Come ripetiamo in ogni articolo il marketing e la comunicazione non è una scelta esatta e tutto dipende dal contesto in cui ci troviamo, ci sono decine di fattori che determinano il successo o meno di una campagna di comunicazione.

Di seguito vi diremo come secondo noi potrebbe muoversi una no profit per spiegare il 5×1000.

La cosa migliore da fare secondo noi è integrare il video con il chatbot.

Come integrare questi due strumenti per spiegare il 5×1000?
Quando si sponsorizza un post c’è la possibilità di inserire il tasto invia messaggio quando le persone interessate cliccheranno sul tasto invia un messaggio si attiverà un chatbot che inizierà una conversazione con il nostro possibile donatore.

Linee guida per integrazione chatbot + video.

Di seguito alcune linee guida per come costruire un video ed un chatbot efficace.

Partiamo dal video.

Abbiamo già creato un articolo apposito su come costruire un video efficace che potrai trovare cliccando qui, alcuni spunti che potranno esserti utili da subito:

 – Crea un video di massimo 1 minuto e 30 secondi
 – Se non hai una grande produzione o degli specialisti evita video creativi.
 – “Mettici la faccia”. Crea un video rispondendo alle domande più frequenti riguardo il 5×1000.
 – Le risposte devono essere veloci e dinamiche. Evita spiegoni lunghissimi.
 – A fine video crea una call to action. Ossia dici ai tuoi possibili donatori che per qualsiasi domanda possono premere il tasto invia un messaggio

Strumenti per creare video idonei:

Che strumenti utilizzare se non si ha un grosso budget?

  • Sarebbe opportuno avere una persona di qualsiasi sesso ma che sappia stare davanti una telecamera. Ci sono decine di studenti che studiano teatro se non si hanno budget enormi.
  • Una videocamera o una fotocamera che fa anche video. Ci sono di qualsiasi prezzo.
    Se non ha idea di quale videocamera o fotocamera acquistare sentitevi liberi di contattarci su info@hope-marketing-sociale.it.
  • Se non si vogliono spendere questi soldi i cellulari da 3 / 4 anni hanno delle videocamere perfette per i video sui social.

Il problema delle fotocamere e dei cellulari e che non hanno un audio ottimizzato per i video.

E’ fondamentale avere un buon audio vi consiglio:

  • Se si ha un buon budget un rode da integrare alla propria fotocamera
  • Se il budget non è medio/alto esistono decine di microfoni a clic a pochi euro.

Anche qui se non si sa cosa acquistare inviate una email su info@hope-marketing-sociale.it saremo felici di aiutarvi.

Per quanto riguarda i chatbot invece?

Contiamo di fare un articolo apposito riguardo i chatbot perché ci sarebbe tanto da dire ma vediamo un po’ cosa c’è da sapere.

Gartner (Società multinazionale leader mondiale nella consulenza strategica, ricerca e analisi nel campo della Tecnologia dell’informazione con oltre 15 000 clienti nel mondo) stima che entro il 2020 i chatbot gestiranno l’85% delle interazioni con il servizio clienti; stanno già gestendo circa il 30% delle transazioni ora.

A cosa serve un chatbot?

– Per fornire informazioni in maniera veloce ed istantanea
– Per “scaldare” i nostri potenziali donatori
– Per dare supporto ai clienti

Linee guida per creare un chatbot:

  • Dai il benvenuto alle persone e presentati
  • Successivamente chiedi di cosa hanno bisogno
  • Dai la possibilità di parlare con “un essere umano”

Molte persone sono molto restie a parlare con i chatbot dai la possibilità di essere ricontattata telefonicamente oppure di inviare un’email. Naturalmente metti in chiaro che potrebbero volerci anche alcune ore prima di essere ricontattati.

Strumenti utili per costruire un chatbot se non si è esperti di codice?

  • ChattyPeople
  • Onesequel
  • MobileMonkey
  • ManyChat

Se non sapete quale scegliere per la vostra organizzazione no profit o impresa sociale siate liberi di inviare i vostri dubbi su info@hope-marketing-sociale.it.

Come avete visto le possibilità sono decine per spiegare al meglio il 5×1000, con un po’ di creatività e le giuste conoscenze è possibile limitare anche i danni di un budget medio basso.

Dopo aver spiegato che cos’è il 5×1000 bisognerà far capire alle persone quanto è importante il 5×1000 per le no profit e quanto vale la donazione nello specifico.

Sono sicuro che vi starete chiedendo cosa significa spiegare quanto vale il 5×1000?

Spiegate esattamente come viene calcolato il 5×1000 di quanti soldi si sta parlando mediamente si è stimato che il 5×1000 vale dai 15 ai 30 euro a famiglia. Dopo che le persone scopriranno che il 5×1000 non è una ulteriore tassa, e che si tratta di donare poche decine di euro si instaurerà nella mente del donatore:

  1. Fiducia, vedrà in voi una organizzazione no profit che non vede le persone come un portafoglio con i piedi
  2. Concretezza, le persone ora hanno una visione concreta di cos’è il 5×1000 e quanto dovranno spendere.
    Abbiamo infatti spiegato nella guida definitiva per la raccolta fondi quanto la mente non sia lineare e tende fondamentalmente ad aver paura delle cose che non conosce.

Cosa fare dopo che abbiamo reso concreto di quanto soldi si sta parlando?

Spiegate esattamente come viene calcolato il 5×1000 di quanti soldi si sta parlando mediamente si è stimato che il 5×1000 vale dai 15 ai 30 euro a famiglia.

3. Spiegate cosa fate. 

Abbiamo spiegato alle persone che cos’è il 5×1000, abbiamo affievolito le loro paure e creato del materiale per risolvere i loro dubbi.

E ora??

Ora bisogna attirare la loro attenzione e instaurare un rapporto di fiducia, facendo capire che siamo l’unica soluzione per una determinata causa.
Ed è proprio qui che bisognerà creare una storia capace di creare empatia fra i nostri potenziali donatori e la nostra organizzazione no profit.
Abbiamo creato due articoli appositi su come creare contenuti di valore per i nostri potenziali donatori:

  1. Guida definitiva per la tua raccolta fondi
  2. Perché i video delle grandi no profit non funzionano?

Di seguito alcuni brevi suggerimenti su come creare contenuti valore:

Crea un piano editoriale.

Un piano editoriale è uno spazio digitale o cartaceo dove segnerai:
1) Giorno
2) Ora
3) Post
Il piano editoriale sarà la tua mappa per raccontare una storia mai banale o ripetitiva.

Presentati e racconta il tuo valore.

  • Spiega chi sei, ed il perché la tua organizzazione è unica nel suo genere.
    Nel mondo del marketing viene chiamata unique selling proposition, ossia la caratteristica che ti distingue da tutti gli altri.
    Una u.s.p. deve:
  • Proporre un beneficio per il consumatore;
  • Esser tale che la concorrenza non possa offrirlo;
  • Spingere i consumatori a fare un’azione

Spiegate quanto i donatori sono importanti. 

Dopo aver:

  • Spiegato che cos’è il 5×1000
  • Creati strumenti per eliminare le ansie di eventuali tassi e costi aggiuntivi
  • Realizzato contenuti per i nostri potenziali donatori
  • Spiegato la causa per cui combattete
  • Generato fiducia

E’ il momento di far capire ai nostri potenziali donatori quanto sono importanti.
Qui è dove la maggior parte dei fundraiser e freelancer non specializzati in marketing sociale o per no profit si perdono.
Come abbiamo già spiegato in un articolo precedente, la comunicazione delle no profit non genera spesso un ritorno (soprattutto nelle piccole/medie no profit) perché la comunicazione è solo e soltanto incentrata sulla causa e MAI sul donatore.

I due principi di persuasione più importanti per le no profit spiegati da Cialdini (massimo esperto di psicologia sociale) sono sicuramente:
1) Riprova sociale
2) Simpatia

Parleremo più nello specifico di come sfruttare al meglio le armi della persuasione di Cialdini in un secondo momento ma per ora spieghiamo come sfruttare queste due armi al meglio:

Che cos’è la riprova sociale?

Uno dei mezzi che l’essere umano utilizza per decidere cosa è giusto e cosa è sbagliato è il principio di riprova sociale ossia emuliamo idee, pensieri e azioni gli persone simili a noi per capire cosa fare in determinate situazioni.
Abbiamo già spiegato nella guida per la raccolta fondi come il cervello umano tende a semplificare in qualsiasi momento.
Con l’avvento d’internet si è dimostrato come il 72% delle persone prima di acquistare un prodotto:
– Leggono le recensioni
– Guardano video su youtube di quel prodotto
– Si informano su forum o gruppi di settore

Pensaci bene, secondo te perché gli influencer sono strapagati?

Semplice moda?

Non penso proprio, pensi che le aziende investano centinaia, avvolte migliaia (anche milioni) di euro senza avere un ritorno econimico.
Gli influencer convertono la loro nicchia di pubblico per il pubblico si fida di lui/lei.
Ed è proprio grazie a questo concetto che possiamo parlare del secondo punto:

La simpatia.

Ci sono diversi studi sulla simpatia sulla bellezza e di come essi influenzano il parere altrui, ma ciò che noi dobbiamo tenere in considerazione è il principio della somiglianza:

Ci piacciono le persone che sono simili a noi: opinioni, personalità, ambiente di provenienza, stile di vita anche il modo di vestire.

Come sfruttare al meglio, riprova sociale e simpatia, nelle nostre campagne?

Per prima cosa dobbiamo avere bene in mente chi sono i nostri potenziali donatori, nella guida definitiva per la raccolta fondi abbiamo analizzato nello specifico come analizzare il target specifico della vostra no profit.
A cosa serve sapere il nostro target? Non possiamo parlare a tutti?
Assolutamente no, non c’è niente di più sbagliato di una comunicazione che parli a tutti.
Per quanto voi riteniate che le persone abbiano quasi il “dovere morale” di donare ci saranno sempre persone che non vedranno l’utilità del vostro servizio.

Definire alla perfezione il vostro target permetterà di:
– Creare maggiore empatia con il vostro pubblico
– Sfruttare al meglio le promozioni
– Utilizzare testimonial, microinfluencer (Simili al vostro pubblico)
– Far vedere ai vostri potenziali donatori quante altre persone simili a loro hanno già donato (Riprova sociale).

5/6. Raccontate cosa farete / cosa avete già fatto, con i soldi del 5×1000.

– Abbiamo preso la loro attenzione,
– Abbiamo creato valore,
– Abbiamo tutti gli strumenti per placare ansie e insicurezze riguardo il 5×1000
– Abbiamo coinvolto microinfluencer e donatori passati per avere la fiducia dei nostri donatori e sentirsi parte di un gruppo ed utilizzare le nostre due leve di persuasione.
Abbiamo bisogno di un’ultima cosa:
Dobbiamo raccontare che come combatteremo la causa e cosa abbiamo già fatto.
Raccontare il passato ci darà un background storico e darà maggiore valore alla nostra azione contro “il problema” che vorremmo affrontare.

Ci sono centinaia di modi su come raccontare la vostra soluzione dai video su instagram ai post su facebook ma su questo abbiamo scritto due articoli già citati in precedenza:

  1. Guida definitiva per la tua raccolta fondi
  2. Perché i video delle grandi no profit non funzionano?

L’unica cosa che dovete tenere in considerazione è ricordavi di raccontare una storia che rispetti i punti citati precedentemente:

1.  Spiegate che cos’è il 5×1000.
2.  Precisate quanto vale il 5×1000.
3.  Spiegate cosa fate
4.  Spiegate quanto i donatori sono importanti.
5.  Raccontate cosa farete con i soldi del 5×1000.
6.  Descrivete cosa avete fatto lo scorso anno con i soldi raccolti.

NOTA BENE.

Secondo il No Profit report del Content Marketing Institute’s (CMI), solo il 26% delle organizzazioni no profit ha un piano di marketing strutturato correttamente. Si è parlato tantissimo del fatto che le donazioni sono in aumento, ma il dato che più mi ha lasciato sorpreso è un altro.

Tra gli internauti-non donatori, il 55% dichiara di non sapere a chi donare e di non aver trovato un sistema di donazione online. I dati parlano chiaro le organizzazioni no profit devono pensare come delle aziende e trasformarsi in vere e proprie imprese sociali. Il futuro del sociale passa dal cambio di rotta della mentalità.

Il mercato delle donazioni/ fundraising/marketing sociale chiamalo come vuoi è ancora in espansione e tutto da costruire dipende solo da quanto le no profit siano capaci di creare una comunicazione chiara e una strategia di marketinge e fundraising efficace.

Se vuoi conoscerci meglio o entrare nella famiglia di Hope affidandoci la comunicazione della tua impresa sociale o organizzazione no profit, puoi inviarci una email su info@ hope-marketing-sociale.it oppure cliccare qui.


In caso contrario ti auguriamo un grosso in bocca a lupo, e ci vediamo al prossimo articolo.

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