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GUIDA GALATTICA AL FUNDRAISING DIGITALE

GUIDA GALATTICA AL FUNDRAISING DIGITALE

Se conoscete già l’agenzia Hope, molto probabilmente sapete che il claim dell’agenzia è:
Strategie di fundraising e fidelizzazione digitale.
In quest’articolo parleremo di che cos’è il fundraising digitale, del perché è cosi importante, e dell’importanza della fidelizzazione del sostenitore.

FUNDRAISING DIGITALE.

Se stai leggendo quest’articolo, di certo saprai, che cos’è il fundraising e del perchè è cosi importante per le organizzazioni del terzo settore e non solo.
In quest’articolo non parleremo di che cos’è il fundraising ecc, (esistono centinaia di articoli molto validi online.)

Oggi toccheremo con mano i reali effetti del fundraising digitale, di cosa hai bisogno per sviluppare una strategia di fundraising online, di qualche strumento utile per le tue strategie, ma soprattutto del di come impostare una strategia di fundraising digitale.

DIGITAL FUNDRAISING: STUDIO + STRATEGIA + CONTENUTI.

L’articolo si svilupperà in 3 punti:

  1. Analisi del rapporto potenziale donatore e piattaforme online.
    Non si può fare assolutamente digital fundraising, se non si studia l’evoluzione del rapporto, potenziale donatore/piattaforma.
  2. Come creare contenuti efficaci.
  3. Come sviluppare una strategia di fundraising digitale.

DIGITAL FUNDRAISING: PERCHE’ SARA’ SEMPRE PIU’ IMPORTANTE

A noi di Hope, piace parlare, in base a numeri ed alle statistiche.
Ecco perché prima di scrivere quest’articolo “abbiamo fatto i compiti a casa”, e grazie agli amici di hootsuite, wearesocial, doxa ed retedeldono vi mostreremo come si sono evoluti i comportamenti dei vostri potenziali sostenitori.

Il responsabile del report di wearesocial, Simon Kemp (è stato responsabile marketing per: Unilever, Google, Coca-Cola, Nestlé, J & J e Diageo), ha riscontrato un’evoluzione delle persone con le piattaforme social.

Ecco alcuni spunti interessanti:

Le persone hanno passato molto più tempo dello scorso anno sui social (CRISI DEI SOCIAL COSA?)
– I Brand che hanno guadagnato di più online hanno una strategia digitale che punta nello stringere un rapporto con il potenziale cliente.
– Le persone fanno acquisti e donazioni online senza particolare timore, se questi acquisti sono inferiori ai 500 €.
– Acquisti e/o donazioni con importi superiori ai 500€, avvengono solo se la persona ha stretto una relazione con il brand.

wearesocial2019.

Ritengo che questi dati siano estremamente interessanti.
La “consapevolezza” degli strumenti (internet, cellulare, social) da parte dei consumatori è sempre maggiore, si fidano sempre di più degli e-commerce, e sono sempre più attenti a:
– Trasparenza
– Sicurezza informatica
– Privacy.


E le piattaforme online?

In Italia il 59% delle persone (dai 13 in su arriviamo al 67%) usa un social network ogni giorno. (CRISI DEI SOCIAL PT 2)
Inoltre ricordiamo che l’Italia è un paese con un tasso di ultra 50enni molto alto, si stima infatti che circa l’85% delle persone dai 14 ai 55 anni è presente sui social.

Dato estremamente importante in ambito fundraising, il 10% degli utenti italiani acquista sui social.
Purtroppo non abbiamo i dati ufficiali in ambito di donazioni direttamente online nel 2019, ma ci viene in aiuto il report donare 3.0 che potete trovare qui.

Perché è cosi importante questo dato?

Strumenti come il marketplace, e l’aspetto della donazione direttamente sui social, è stato implementato da molto poco sulla piattaforma Facebook.
E la maggior parte delle no profit non hanno sfruttato al massimo queste funzionalità, dovuto anche ad una poca capacità di Facebook di comunicare le sue nuove skill.

Ma per chi lavora ogni giorno su Facebook, ha potuto notare diverse cose:

Facebook farà interagire tutte le sue app entro massimo Dicembre 2020.
L’idea di Facebook è di poter creare (nessuno sa come) un’unica grande piattaforma dove tutte le app di Zuckemberg possano interagire.
– Nell’ultimo F8, Zuck ha parlato che i prossimi passi saranno i pagamenti diretti (e anche le donazioni).

Attraverso la piattaforma messenger e whatsapp le persone potranno integrare (penso paypal o qualcosa di simile) cosi da poter pagare e donare in un solo click.

Prima di passare a come creare una strategia di fundraising digitale è importante dare uno sguardo alle altre piattaforme e quali possano essere i trend del futuro.
Un ottimo fundraiser digitale studia il mondo in cui lavora ogni giorno, ed ha sempre un occhio puntato al futuro.

FUNDRAISING DIGITALE: YOUTUBE

Al secondo posto delle piattaforme più utilizzate al mondo c’è Youtube con 1 milardo e 9 di utenti attivi.
Con i video in continua ascesa, La possibilità di guardare i video in background, e quindi utilizzare youtube come una sorta di piattaforma podcast, il futuro della piattaforma è molto interessante.

Non dimentichiamoci che youtube appartiene a Google e quasi sicuramente con i suoi quasi 2 miliardi di utenti attivi sarà parte integrante di Google Home, l’assistente vocale del motore di ricerca più potente al mondo.

FUNDRAISING DIGITALE: WHATSAPP E MESSENGER

Importantissime saranno le app di messaggistica istantanea.
Come già detto il futuro sarà sempre più incentrato sulla comunicazione personale,  i bot ed il machine learning sarà di fondamentale importanza per il marketing e la comunicazione fra brand e potenziale donatore.

Ed anche qui Zuckemberg la fa da padrone:

Whatsapp conta di arrivare a 2 miliardi di persone fra due anni. Ad oggi è “fermo” ad un miliardo e mezzo.
– Messenger ha concluso il suo 2018 con 1.3 miliardi di utenti.

I digital fundraiser dovranno integrare assolutamente nella loro strategia di fundraising whatsapp e/o messenger, e rendere la comunicazione “donatore centrica”.

FUNDRAISING DIGITALE: LE NUOVE PIATTAFORME

Tik Tok: L’app dei giovanissimi (10 / 14 anni), conta circa 500 milioni di utenti attivi al mese.
Per chi vuole raggiungere un target simile, utilizzare questa piattaforma è fondamentale.  

Twich: Il 2020 sarà l’anno di Twich.
A differenza di Facebook e co, che in questo momento sono concentrati su come far interagire le varie piattaforme e le nuove skill, Twich è ancora tutto da scoprire.
Conta circa 15 milioni di utenti attivi al giorno, anche qui per chi ha un target under 18 è la piattaforma da scoprire.

Pinterest: Non abbiamo ancora ben inquadrato questo social. Sappiamo però che hanno ricevuto diversi miliardi di finanziamento, ed inoltre social è stato quotato in borsa, quindi riceverà diversi centinaia di milioni di capitale da poter investire.
Il social è prevalentemente frequentato da un pubblico femminile (in America spopola tra le donne 25-35).
In Italia sono presenti oltre 6 milioni di persone attive.

Non parliamo di linkedin perché è incentrato sul B2B, ed inoltre non rilascia dati ufficiali dal 2016.

Dopo la carrellata dei social diamo una rapida occhiata ai Trend del futuro.

IL FUTURO DEL DIGITAL FUNDRAISING

Quali sono i trend del fundraising digitale? Come si evolverà ?
Negli ultimi due anni sono stati creati numerosi studi comportamentali, la maggior parte degli studiosi concorda su 5 trend dei prossimi 5 anni:

  1. Il futuro è privato. Ne abbiamo parlato abbondantemente prima.
  2. La ricerca vocale sarà sempre più utilizzata. Sarà sempre più importante riuscire a creare contenuti audio estremamente interessanti ed ottimizzare le proprie campagne con podcast e ottimizzazioni di ricerca vocale.
  3. Intelligenza artificiale, sarà sempre più importante costruire un solido rapporto tra intelligenza artificiale ed essere umano.
    Molto probabilmente molte persone rimarranno indietro con l’avanzamento tecnologico sarà fondamentale insegnare nuove abilità alle persone.
  4. Esperienza immersiva attraverso strumenti A.R (realtà aumentata).
    L’intelligenza artificiale permetterà di migliorare il rapporto tra brand e utente, molti innovatori sociali stanno applicando strumenti di realtà aumentata in diversi campi.
  5. Blockchain. Il mondo della blockchain è molto complicato, ma molti affermano che nei prossimi 5 anni si evolverà moltissimo.

Abbiamo analizzato il rapporto delle persone con i social e di come essi stiamo mutando, detto questo, come utilizzare il digital fundraising per creare una relazione con il tuo potenziale donatore?

Per comodità divideremo il tutto in due grandi gruppi:
1. Contenuti
2. Adv

Contenuti e Adv non saranno mai efficaci se non supportati da una strategia.
Possiamo definire la strategia come una serie d’azioni da compiere per accompagnare il nostro donatore tipo da x ad y.
Purtroppo (o per fortuna), il percorso non è mai lineare e perciò il compito del digital fundraiser sarà ottimizzare al meglio il processo di acquisizione del donatore.

Come impostare una strategia di fundraising digitale?

La cosa più importante è sicuramente definire il tuo donatore tipo.
Bisognerà perciò creare quello che nel marketing viene definito Buyer Personas.

Ne abbiamo già parlato in quest’articolo di come costruire le buyer personas e del perché sono fondamentali per una strategia di fundraising.

Nell’articolo spieghiamo perché definire il target non basta, e dell’importanza di andare oltre la segmentazione demografica.
Ciò che dobbiamo fare è creare una vera e propria analisi psicologica e sociale, del nostro potenziale donatore.

Come definire l’analisi psicologica del nostro donatore tipo?

Abbiamo due possibilità:

1. Se abbiamo già uno storico è consigliabile inviare un questionario con domande ben specifiche ai nostri vecchi donatori tramite newsletter, email, chatbot, telemarketing ecc per definire le caratteristiche psicologiche del nostro donatore.

2. Se la nostra no profit è nuova o non ha uno storico dei suoi donatori o clienti possiamo rispondere noi ad alcune domande e ridefinire in un secondo il tutto.

Che tipo di domande dobbiamo porci?

1- Quali problemi affronta il nostro donatore tipo?
2- Quali sono le sue frustrazioni?
3- Quali sono i suoi obiettivi?
4- A quali tematiche è più affezionato?
5- Quali sono le sue ONG preferite?
6- E’ un donatore abituale?
7- Che scuole ha frequentato?
8- Quali sono i suoi brand preferiti?
9- E’ sposato, fidanzato, divorziato?
10- Quali piattaforme utilizza di più?

Esistono strumenti che possono aiutarmi a creare buyer personas efficaci?
Assolutamente si:

Google Analytics
Audience insights di Facebook
Business Model Cavas
Makemypersonas

I primi due citati sono completamente gratuiti, ma molto limitati.
Se il budget di permette di investire, qualche centinaio di euro, ecco alcuni tool specifici:

Woopra
Quantcast
Hubspot.

Dopo aver impostato perfettamente le buyer personas avremo alcuni dati fondamentali:

1- Quali piattaforme utilizzano maggiormente,
2- Quale tipo di linguaggio utilizzare con loro,
3- Quale tipo di contenuti sono più adatti.

Attraverso queste 3 informazioni andremo a costruire la nostra strategia di fundraising digitale.

PRIMA DI PARTIRE.

Prima di partire con la nostra strategia di fundraising digitale dobbiamo rispondere a 4 domande:

  1. Qual è il nostro budget?
  2. Quali sono i nostri obiettivi?
  3. Come impostare la nostra strategia?
  4. Quale tool servono?

INIZIAMO:

FUNDRAISING DIGITALE-> QUAL E’ IL NOSTRO BUDGET?

Definire il nostro budget è fondamentale per riuscire a creare una strategia di fundraising digitale efficace.

Con la definizione del budget possiamo:

  • Capire in quale parte della strategia investire
  • Definire al meglio nei contenuti
  • Comprendere se è possibile acquistare tool e strumenti.

FUNDRAISING DIGITALE-> Quali sono i nostri obiettivi?

Capire quali sono i nostri obiettivi è fondamentale. Ricorda:
Fare fundraising non è solo raccolta fondi.
La raccolta fondi è solo l’ultima parte di un processo molto più ampio.
Perché dico questo?

Esempio pratico:
Obiettivo: Raccolta fondi di una associazione d’assistenza sanitaria per acquistare uno strumento cardiovascolare.
Bene sappiamo il nostro obiettivo.
Da qui bisognerà andare a ritroso, ossia, bisognerà rispondere ad una domanda:

Cosa devo fare per arrivare a questo obiettivo?
1. Definire le persone che possono sostenere la causa
2. Raggiungerle tramite messaggi mirati
3. Creare contenuti adeguati

4. Costruire un metodo di donazione che possa essere facile e veloce
e cosi via.

Definire il tutto per punti ci permetterà di definire al meglio tutti i passaggi da fare per creare la nostra strategia di fundraising digitale efficace.

STRATEGIA DI FUNDRAISING DIGITALE

Ora che, abbiamo definito il nostro obiettivo e i vari contenuti da raggiungere bisognerà impostare la nostra strategia di fundraising digitale.
Nella nostra strategia definiremo:

Il processo di acquisizione del nostro donatore, che si divide in:
1. Quali sono i “possibili percorsi” del nostro donatore tipo
2. Come tracciare il nostro donatore
3. Quali sono le piattaforme da utilizzare
4. Quali contenuti creare.
5. Come “recuperare” un donatore che è uscito dal processo di acquisizione.

Divideremo la nostra strategia di fundraising digitale in due processi:
1. Impostazione del modello AIDA
2. Implementazione dei processi di tracciamento

Si lo so, forse sono termini un po’ troppo tecnici, ma è più semplice di quello che sembra.

MODELLO AIDA: Come utilizzarlo nel fundraising digitale?

Che cos’è il modello AIDA?
Il modello AIDA è una strategia di conversione che porta l’utente da: estraneo a fan.
Si hai letto bene fan e non donatore.

Ma attenzione non intendo fan stile like sulla pagina facebook ma un vero e proprio testimonial della tua organizzazione.

La maggior parte dei fundraiser alla donazione, niente di più sbagliato.
Il vero scopo dei fundraiser, sarà mantenere un legame nel tempo, con donatori.
Cosi da far diventare i donatori sporadici dei donatori regolari.

Il fundraising digitale a differenza del fundraising tradizionale permette alla tua organizzazione di mantenere molto più facilmente le relazioni con i tuoi donatori e tracciare i comportamenti i loro comportamenti, cosi da poter creare un legame solido e duraturo..

Piccola digressione: perché è importante fidelizzare un donatore? 

I motivi sono diversi ma dividerò il tutto in 5 punti:

1. Un donatore fidelizzato “costa” 5 volte in meno rispetto ad un nuovo donatore,
2. Un sostenitore fidelizzato sarà il primo a sostenere economicamente qualsiasi tua battaglia sociale.
3. Un donatore fidelizzato sarà il primo promotore delle tue battaglie sociali.
4. Un sostenitore fidelizzato ti permetterà di avere una sorta di volontario digitale. (condividerà i tuoi contenuti, promuoverà la tua organizzazione, divulgherà la tua vision con i suoi amici e parenti, inviterà i suoi conoscenti a sostenere la tua causa, acquisterà i tuoi prodotti solidali ecc)
5. Ti permetterà di avere un flusso di donazioni continuo. (Divenendo un donatore regolare avrai entrate regolari e questo ti permetterà di poter investire nella tua organizzazione crescere ed avere un maggiore impatto)

FOCUS: IL MODELLO AIDA.

Come abbiamo già detto: Il modello AIDA è una strategia di conversione che porta l’utente da essere un estraneo a diventare un tuo fan.

Il modello Aida prende il nome dai suoi 4 step per l’acquisizione del donatore tipo:

A: ATTRAZIONE
I: INTERESSE
D: DESIDERIO
A: AMORE

modello aida per il fundraising

Come potete vedere dall’immagine il nostro compito sarà rendere un potenziale donatore:
da estraneo a fan.

MODELLO AIDA PER FUNDRAISER: COME IMPOSTARLO?

Partiamo dall’attrazione.

In questa prima fase dobbiamo (come dice la parola stessa) attrarre il nostro potenziale donatore.
Come abbiamo visto nell’immagine precedente, il primo passaggio sarà da estraneo a visitatore.

Cosa significa?

Il nostro potenziale donatore non conosce o conosce in parte la nostra organizzazione, perciò dobbiamo tenere in mente una cosa:
IN QUESTA PRIMA FASE NON DOBBIAMO CHIEDERE UNA DONAZIONE O CREARE CONTENUTI AUTOREFERENZIALI.

Perché?
Piccolo esempio:
Chidere donazioni ad utenti che non ci conoscono, non è diverso dall’operatore folletto che suona a migliaia di case nella speranza che qualcuno lo apra.

(BREVE DIGRESSIONE.
Forse ti starai chiedendo si ok ma se questa strategia non dovesse funzionare perché la folletto utilizza questo metodo
?

Perché il modello di business della folletto non è sostenibile dal 99% delle aziende.

  1. La folletto è un marchio riconosciuto in tutta Europa, quindi non ha bisogno di farsi conoscere.
  2. Il target è molto specifico casalinghe over 45.
  3. Il prezzo di un prodotto è più alto della media perciò il margine di guadagno è molto alto.
  4. Il loro modello di vendita porta a porta è sostenibile poiché gli agenti non hanno uno stipendio ma vengono pagati a provvigione, perciò una mancata vendita di un prodotto non ha costi.
  5. Se la tua organizzazione viene considerata come: Quella organizzazione che fa spam per raccogliere soldi, quanto potrà essere remunerativo nel medio lungo periodo?)

Quali contenuti dobbiamo mostrare per attrarre i nostri potenziali donatori?
Voglio ribadire una cosa:
IN QUESTA PRIMA FASE NON DOBBIAMO CHIEDERE UNA DONAZIONE O CREARE CONTENUTI AUTOREFERENZIALI

Se siamo stati bravi a costruire le nostre buyer personas sappiamo già quale sia il profilo socio-psicologico del nostro potenziale donatore. Perciò quello che dobbiamo fare assolutamente è:
Costruire contenuti di valore per i nostri potenziali sostenitori.

Come possiamo sapere se i nostri contenuti sono di valore? Molto semplice.
Un contenuto di valore soddisfa un fabbisogno ben preciso del nostro potenziale donatore.

Esempio: Siamo un’organizzazione che si occupa di riciclaggio.

Per attrarre il nostro potenziale utente possiamo creare una mini guida (video, audio, scritta) su come poter riciclare i vecchi vestiti dei figli.

In questo modo il potenziale donatore sarà attratto da quel contenuto ed iniziererà ad interessarsi a noi.

Quali strumenti utilizzare per attrarre i nostri donatori?

Come ben sai non esiste una strategia di fundraising digitale unica, tutto dipende da decine di fattori da studiare prima di creare una strategia, di seguito ti indico alcuni strumenti che possono aiutarti nell’attrarre i tuoi donatori:

1. Seo
2. Sem
3. Blog
4. Facebook Adv
5. Instagram Adv
6. Pinterest
7. Youtube Adv
8. Tik Tok
9. Influencer Marketing

Dopo aver “attratto” il nostro utente egli dovrà interessarsi a noi.
Il passaggio da visitatore a contatto è molto importante, poiché, il nostro potenziale sostenitore che ha mostrato interesse nei nostri confronti dovrà fare uno “sforzo in più”.

Cosa bisognerà fare in questo caso per far diventare il nostro potenziale donatore da visitatore a contatto?

In questo caso bisognerà creare un “servizio” che nel gergo “markettaro” viene chiamato:
– Lead Magnet.
Il Lead Magnet non è altro che un servizio gratuito dove le persone rilasciano i propri dati (di solito email e nome) in cambio di un prodotto gratuito.
Esempi di Lead Magnet:

  1. Ebook (how-to, check list, studio statistico, ecc.)
  2. Coupon
  3. Infografiche
  4. Consulenza gratuita
  5. Campione omaggio
  6. Quiz / sondaggi
  7. Prova gratuita / demo
  8. Webinar / Video
  9. Concorsi
  10. Online tool.

Esempi pratico, come usare il lead magnet per la tua organizzazione?
Riprendiamo, la nostra organizzazione no profit che si occupa di riciclaggio:
cosa può fare per avere i contatti dei suoi potenziali donatori?

  1. Creare un Ebook dove si parla di riciclaggio e benefici
  2. Creare una consulenza gratuita di 30 min (esempio consulenza ai ristoratori su come guadagnare di più imparando a fare la spesa, o riciclando determinati cibi).
  3. Webinar di due o tre lezioni (esempio, per le casalinghe che vogliono creare regali personalizzati).

Sono solo piccoli esempi su come poter sfruttare al meglio la vostra organizzazione per poter generare contatti.

Perché sono importanti i contatti?
Per due motivi:

  1. Come già detto precedentemente, dimostra un reale interesse nei nostri confronti.
  2. Ci permetterà di fare pubblicità mirata sulle piattaforme Facebook (abbiamo creato un articolo su come fare fundraising e pubblicità su facebook).
  3. Possiamo comunicare direttamente con i nostri potenziali donatori.

 Ora finalmente il nostro utente da visitatore è diventato contatto.

Stiamo scendendo nel nostro funnel.
Il nostro utente da contatto dovrà diventare donatore.
Come far diventare donatore il nostro contatto?

Su come strutturare al meglio un campagna di donazioni o scritto due articoli che puoi trovare cliccando, qui se sei interessato all’ambito prettamente tecnico e qui in ambito gestionale.

In questo momento abbiamo diverse informazioni:
Sappiamo che il nostro potenziale donatore è interessato alla nostra no profit, attraverso il lead magnet sappiamo che è molto attivo, cosa fare per farlo diventare nostro donatore?

Per far sostenere la nostra organizzazione, al nostro potenziale donatore, dobbiamo far sentire il nostro donatore parte di un movimento più grande di lui.
Dobbiamo dimostrargli che potrà essere parte attiva assieme a persone simili a lui/lei di un movimento di cambiamento.

Come fare?
Qui lo storytelling, il copy, e la capacità di creare contenuti efficaci sarà l’elemento principale che porterà i nostri contatti a diventare donatori.
Come creare sinergia tra: storytelling, copy e contenuti?
Bisognerà creare una storia capace di creare un ponte tra la tua associazione e i potenziali donatori ma non solo bisognerà far leva su alcuni principi: visione, cambiamento, comunità.

Naturalmente ogni organizzazione è diversa dalle altre ma questi 3 principi dovranno essere  presenti:
Visione: Per cosa combatte la tua organizzazione?
Cambiamento: Come sarà il mondo?
Comunità: Perché è cosi importante ogni singola persona?

Dopo aver reso i nostri contatti dei donatori il 90% delle organizzazioni e dei fundraiser si ferma qui.
Ma come abbiamo già detto, è fondamentale continuare il nostro percorso per fidelizzare i nostri donatori.

Quali fidelizzare i nostri donatori?

I processi di fidelizzazione sono diversi, e cambiano in base al tipo di strategia adottata precedentemente.
Ma cosa significa fidelizzare un donatore?
Fidelizzare un donatore significa creare un rapporto continuativo con il tuo donatore, cosi da diventare all’interno della mente del donatore il “simbolo di una causa specifica”.

Per capire al meglio un processo di fidelizzazione prendiamo come esempio concreto Coca Cola.
Naturalmente Coca Cola non ha assolutamente bisogno di funnel per vendere, è un prodotto di larga scala e tutti conoscono il marchio.

Ma se Coca Cola è cosi conosciuta, perchè continua a spendere milioni di euro in pubblicità?

Per fidelizzare il suo acquirente e di conseguenza ampliare la rete delle persone che comprano il suo prodotto.
Le pubblicità di coca cola parlano direttamente al suo cliente tipo, cosi da instaurare una relazione, tra prodotto e cliente.

E di conseguenza chi acquista coca cola diventa un promoter di quest’ultima.

Perché?
Immaginate un gruppo di amici ad un bar d’estate, tutti vedono che quella persona ha acquistato cocacola per sconfiggere la sete.
Di conseguenza quella persona (consapevolmente o meno) diventa promoter di quel prodotto.

Cosa possiamo imparare da Cocacola?
Da cocacola dobbiamo assolutamente imparare a parlare ai nostri donatori, cosi da farli diventare dei nostri sostenitori.
Come fidelizzare i nostri donatori?
Come già detto esistono diversi modi per fidelizzare i tuoi donatori, tutto dipende dalla tua strategia.

Ma posso affermare con assoluta certezza che l’obbiettivo principale di ogni azione di fidelizzazione deve esser:

Far sentire, il tuo donatore, parte di un movimento di cambiamento .

Alcuni strumenti per fidelizzare i tuoi donatori:

  • Newsletter
  • Chatbot
  • Contenuti esclusivi su varie piattaforme
  • Regali solidali
  • Infoprodotti personalizzati
  • Gruppi privati
  • Sezione privata del tuo sito web con contenuti esclusivi

Bene dopo aver parlato della fidelizzazione posso dire di aver finito, ma aspetta, se ricordi bene oltre all’AIDA abbiamo parlato di un altro processo:

Implementazione dei processi di tracciamento

Non preoccuparti sarò molto breve.

Implementazione dei processi di tracciamento: Perché è fondamentale nel fundraising digitale?

Il processo di tracciamento non è nient’altro che lo sviluppo del sistema AIDA, con il processo di tracciamento svilupperai con precisione i vari movimenti che dovrà fare o potrà fare un tuo potenziale donatore.

Come puoi vedere dall’immagine valuterai anche le “eventuali uscite dal funnel” e come recuperare un potenziale donatore perso.

Sviluppare questo processo sarà fondamentale per aumentare al massimo la portata delle tue strategie.

Ora abbiamo davvero finito.

Ora tocca a te, fammi sapere se l’articolo ti è servito, e se pensi di applicare i principi di fundraising digitale nella tua strategia.

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