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L’importanza del brand per una no profit

L’importanza del brand per una no profit

Che tu sia una piccola no profit o una grande impresa sociale la costruzione di un brand è fondamentale per la crescita sia in termini di donazioni che di awareness.
L’awareness non è nient’altro che “la notorietà della organizzazione no profit, ovvero essere riconoscibile nella mente degli utenti”

Ma prima di tutto che cos’è il branding?

Seth Godin, uno dei maestri del marketing, diceva: “Le persone non comprano prodotti e servizi, ma relazioni, storie e magia”.

La costruzione di un brand NON E’ SEMPLICEMENTE COSTRUIRE UN BUON LOGO.

Il brand è l’elemento principale per la costruzione di una strategia di marketing funzionale.
Diverse ricerche in ambito marketing hanno rivelato che un brand non “forte” converta circa dal 1% al 2% mentre un brand ben posizionato mediamente converte dal 13% al 30%.

Se volete approfondire questi dati, vi consiglio il bellissimo libro chiamato il succo del web marketing.

Come si costruisce un brand per il terzo settore?

Per costruire un brand efficace bisognerà lavorare seguendo tre punti:

1)Focus
2) Valori
3) Visual

PUNTO 1 FOCUS:

Il focus è la caratteristica principale del tuo settore, esso ti distinguerà dalle altre no profit o dai competitor.
I padri fondatori del focus sono Al Ries & Jack Trout, e sostenevano:

“Il concetto più potente nel marketing è possedere una parola nella mente del cliente potenziale.”

Esempio di come strutturare al meglio il focus della tua no profit:

Una delle più importanti associazioni internazionali è sicuramente Medici senza frontiere, Il focus di quest’ultima è: curare le persone di qualsiasi etnia o o status sociale, nelle zone di guerra.
Ogni singola campagna sociale, evento o altre a di Medici senza frontiere sarà parlare o pubblicizzare il suo focus.


Alcuni direttive prese dal libro focus per trovare la direzione della tua no profit:

1. LEGGE DELLA LEADERSHIP: è meglio essere i primi che meglio degli altri.

2. LEGGE DELLA CATEGORIA: se non potete essere i primi di una categoria, inventatene una nuova.

3. LEGGE DELLA MENTE: è meglio essere i primi nella mente che i primi sul mercato.

4. LEGGE DELLA PERCEZIONE: il marketing non è una battaglia di prodotti, ma di percezioni.

5. LEGGE DELLA FOCALIZZAZIONE: il concetto più potente nel marketing è possedere una parola nella mente del cliente potenziale.

6. LEGGE DELLA ESCLUSIVITÀ: due aziende non possono possedere la stessa parola nella mente.

7. LEGGE DELLA SCALA: la strategia da usare dipende da quale piolo della scala occupate.

8. LEGGE DELLA DUALITÀ: a lungo andare ogni mercato diventa una corsa a due cavalli.

9. LEGGE DELL’OPPOSTO: se vi battete per il secondo posto la vostra strategia è dettata dal leader.

10. LEGGE DELLA DIVISIONE: nel tempo una categoria si dividerà in due o più categorie.

12. LEGGE DELL’ESTENSIONE DI LINEA: è meglio essere forti in alcune cose che essere deboli in tutto.

14. LEGGE DEGLI ATTRIBUTI: per ogni attributo esiste un attributo contrario ed efficace.

Dopo aver delineato il focus della tua no profit bisognerà strutturare al meglio i valori del tuo brand.

PUNTO 2 VALORI:

Per capire quali sono i valori bisogna rispondere a tali domande:
– Perché le persone dovrebbero usufruire di tale servizio?
– Quali sono i principi del mio brand?

Riprendiamo l’esempio di Medici senza frontiere, alcuni suoi valori, sono sicuramente:

1. Vogliamo aiutare tutte le persone in difficoltà indipendentemente dalla razza, dallo stato di appartenenza e vogliamo farlo in tutto il mondo.
2. Non chiediamo soldi a stati o enti governativi, cosi da poter curare qualsiasi persona senza dover scendere a compromessi.

Guardiamo alcune delle pubblicità di Medici senza frontiere, traspare tutto ciò? Mi sembra proprio di si.

Alcuni principi per trovare i tuoi valori:

1. Sono derivati del Focus, ma aggiungono emozioni positive
e/o argomentazioni razionali
2. Devono creare associazioni positive e facili da ricordare
3. Devono essere semplici
4. Devono differenziare dai competitor
5. Devono contenere una o più “reason why”
6. Condivisibili e positivi, ma non assoluti e scontati
7. Condivisibili dal target (o da una parte di esso)
8. Sono i principi fondanti del Brand

Passiamo ora terzo punto:

VISUAL:
L’aspetto visuale del nostro brand è ciò che noi mostriamo al nostro potenziale pubblico, ciò che comunemente viene chiamato logo e claim.
Prima di passare subito all’azionee creare il nostro logo dobbiamo porci una domanda importantissima:
Cosa deve trasmettere il mio logo?
Ricorda sempre una cosa:
Fare un logo è facile.
Fare un logo efficace molto meno.

COME CREARE UN LOGO DI UNA NO PROFIT?

Per creare un logo efficace bisogna realizzare 3 step:

1) Analizzare il tuo settore e creare un nome efficace.

2) Creare un claim.

3) Realizzazione la parte visuale della tua no profit.

Punto 1. – Analizzare il tuo settore e creare un nome efficace.
Come creare un nome efficace per la tua organizzazione no profit?Il nome della tua organizzazione no profit è di fondamentale importanza.
Esso sarà il pass per la mente dei tuoi potenziali donatori ecco due spunti per creare un nome efficace:

1) Deve essere facile da ricordare.
2) Deve nascere dalla combinazione tra focus e valori aziendali.

Esempio di nome efficace:
Beh ormai è la star del nostro articolo prendiamo in considerazione sempre la no profit: Medici Senza Frontiere:

Quali sono i valori di medici senza frontiere?

1. Assistenza sanitaria ai più deboli
2. Aiuto in qualsiasi luogo del mondo
3. Nessun finanziamento statale, politico o altro

Quale miglior nome dell’unione di:

MEDICI: E quindi assistenza sanitaria e professionalità
SENZA FRONTIERE: Ovunque

Alcuni consigli per un nome a forte impatto:

1. Breve (Apple, Nike, Gap, Rolex)
2. Semplice (Coca-Cola, Nissan, Google)
3. Evocativo della categoria (Curves, Roller Blade, PlayStation)
4. Unico (Lexus, Xerox, Sony)
5. Allitterativo (Volvo, BlackBerry, Grey Goose)
6. Facile da pronunciare (Ikea, Polo, iPod, Wonderbra)
7. Facile da scrivere (Target, Amazon)
8. Scioccante (Yahoo, Monster, Red Bull, Starbucks)
9. Personale (Michael Kors, Armani, Disney)

Cosa fare se il nome della no profit è stato già scelto?
Se il nome dell’organizzazione no profit non potrà essere modificato l’unica soluzione sarà lavorare bene con il claim.
Che cos’è un claim?
Il claim è l’elemento verbale che accompagna il logo di un’azienda o di un prodotto.
Spieghiamoci meglio. E’ una sorta di rafforzativo dei valori e del focus aziendale.

Esempio:

Prendiamo una delle fondazioni italiane più importanti in ambito della ricerca, Fondazione Umberto Veronesi. (non prendiamo medici senza frontiere perché magari pensate che sia l’unica no profit che lavora bene).
Il claim della fondazione mira perfettamente al focus ed ai valori di quest’ultima:
PER IL PROGRESSO DELLE SCIENZE.
E’ un claim perfetto chi lo legge sa perfettamente chi ha davanti, del perché dovrebbe donare, e COSA PIU’ IMPORTANTE quali sono i vantaggi nel donare a questa no profit.
RICORDATE SEMPRE

Il claim deve ribadire i valori e la causa per cui combattete.

Ultimo punto.

Dopo aver delineato il focus ed i valori, aver creato nome e claim, si passa alla realizzazione del brand nella sua parte visuale.
IL FAMOSISSIMO LOGO.
Come costruire un logo efficace per la tua no profit?
Un logo per una no profit deve avere determinate caratteristiche:

1. Deve essere distinguibile anche in piccolo.
2. Deve trasmettere i valori ed il focus dell’azienda.
3. Deve avere dei colori che racchiudono rispetti i valori.
4. Deve essere iscrivibile in un quadrato

Come avete visto per creare un brand efficace bisogna rispettare molti passaggi e fare attente analisi strategiche.
E voi avete già realizzato il brand della vostra no profit?

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